Attualità

In tavola stravince il panettone artigianale

Cresce l’acquisto dei dolci del fornaio

Se per l’albero di Natale ognuno ha il proprio stile decorativo e può scegliere come abbellirlo, invece per i dolci della tradizione natalizia i consumatori preferiscono affidarsi al gusto classico e artigianale che non conosce crisi. Lo dicono i dati diffusi dalla Cna di Roma. «Negli oltre 400 forni romani, le vendite hanno mantenuto le posizioni degli ultimi anni. Con un leggero incremento, dovuto all’aumento di forni che producono dolci artigianali. È un fenomeno che sta prendendo piede negli ultimi anni», osserva Bernardino Bartocci, presidente Associazione Panificatori della Cna romana. «Ormai, per ogni quartiere della capitale - sottolinea - ci sono forni che producono panettone artigianale, pangiallo, panforte, pane con le noci. Fino a qualche anno fa non era così. La preferenza verso questi acquisti rispetto ai prodotti industriali è rafforzata dal rapporto di fiducia del fornaio sotto casa, dove si va tutto l’anno, e soprattutto in queste settimane in cui i romani hanno preferito non allontanarsi troppo dal quartiere». Dunque, un aumento della produzione (oltre 10mila panettoni artigianali saranno prodotti complessivamente quest’anno) che viene ben assorbita da un pubblico di consumatori più attento alla qualità. «Rispetto al panettone industriale, che resta secco all’esterno e morbido all’interno - spiega la Cna - la morbidezza dei panettoni fatti a mano è omogenea. Il panettone artigianale è lievitato naturalmente, morbido, umido, ma non troppo». A fare la differenza poi è la farcitura, è importante il giusto mix tra uvetta e canditi. Infine, in un buon panettone artigianale, è riconoscibile il sapore della vaniglia, del burro e delle uova. Per finire, l’aspetto esteriore deve apparire non bruciato, ma di un intenso color nocciola. E, per chi vuole aggiungere un tocco di fantasia, un consiglio: farcirlo con crema pasticcera o farlo a pezzetti da servire in colorate coppette con ricotta e gocce di cioccolato, e ancora zabaione, marmellata, etc. Per evitare gli sprechi, ecco i consigli di Bartocci: «L’invenduto si può donare alle comunità di beneficenza. E quello che resta in casa può essere consumato entro un mese: non sarà morbido come i primi giorni, ma è ottimo per accompagnare una sana colazione». Mai come a Natale la festa si celebra anche a tavola. Così cibo e vino sono tra le strenne più gradite da ricevere e da regalare per una famiglia su tre. È quanto emerge dall’indagine Coldiretti/ixe. «In una famiglia su tre, parti al 33 per cento, sotto l’albero trovano spazio i tradizionali cesti con i prodotti enogastronomici tipici, già confezionati o fai da te, da consumare nei pranzi e cenoni delle feste insieme a parenti e amici». Tra i prodotti più gettonati nel cesto sono comunque - sottolinea la Coldiretti - nell’ordine i dolci (nel 60% dei cesti), il vino/spumante (58%), la frutta secca a pari merito con le lenticchie (43%) ed i salumi (42%). La spinta verso regali utili privilegia l’enogastronomia anche per l’affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali. D’altra parte nel tour de force enogastronomico natalizio di quasi due settimane gli italiani - stima la Coldiretti - faranno sparire quasi cento milioni di chili tra pandori e panettoni, cinquanta milioni di bottiglie di spumante, ventimila tonnellate di pasta, 6,5 milioni di chili tra cotechini e zamponi, 800 mila capponi, 500 mila tacchinelle e 500 mila faraone lesse, farcite o cotte in forno, in gelatina o in rollè ma anche frutta secca, pane, carne. - L’agroalimentare - tra doni, pranzi e cenoni - è quest’anno la voce più pesante del budget delle famiglie nelle feste di fine anno, con una spesa complessiva di 4,3 miliardi di euro: gli italiani impegneranno 3,1 ore in media nela preparazione del pasto principale del Natale, con uno storico ritorno al "fai da te" casalingo che non si registrava da oltre cinquanta anni. Lo show cooking casalingo per gli amici si afferma - sostiene la Coldiretti - come appuntamento dei momenti di festa e trascina il boom dell’informazione legata all’enogastronomia. Il ritorno in cucina spinge anche verso una scelta attenta degli ingredienti, con una tendenza elevata alla ricerca di materie prime fresche e genuine. Il risultato è un vero boom degli acquisti nelle fattorie o nei mercatini degli agricoltori dove faranno la spesa di Natale quasi un italiano su cinque (17%), sempre secondo l’analisi Coldiretti/Ixe.

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