Marianna Sergio, sorella di Maria Giulia, conosciuta come Fatima, la prima foreign fighter italiana, è stata sentita ieri a Milano dal gup Donatella Banci Buonamici nell’udienza preliminare del processo a carico di dieci persone coinvolte nella vicenda. Sono accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere con finalità di terrorismo e di organizzazione del viaggio per finalità di terrorismo. Nove di queste sono presunti estremisti, mentre cinque sono latitanti. In aula, la donna ha chiesto di essere giudicata col rito abbreviato, a differenza del padre (anche lui tra gli imputati) che ha preferito proseguire col rito ordinario. Il giudice ha respinto tutte le eccezioni preliminari presentate dai numerosi avvocati nominati dagli imputati. Tra queste alcune eccezioni relative alla non validità del decreto di latitanza per diversi imputati e una questione di competenza territoriale a favore dell’autorità giudiziaria di Bergamo, motivata dalla circostanza che Fatima si è sposata con il presunto jihadista albanese Aldo Kobuzi a Treviglio, provincia di Bergamo, pochi giorni prima di partire con lui per la Siria. Durante l'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, la Digos di Milano aveva effettuato una serie di intercettazioni nelle quali Maria Giulia aveva rivelato ai familiari di trovarsi nel nord della Siria vicino a Raqqa, quartier generale dell’Isis. Di lei, da tempo, non si hanno più notizie. La zona, dopo gli attentati di Parigi, è stata pesantemente colpita dai bombardamenti della coalizione internazionale. Le prossima udienze si terranno il 2 e il 23 febbraio prossimi.
Prima jihadista italiana a processo
Marianna Sergio, sorella di Maria Giulia, conosciuta come Fatima, la prima foreign fighter italiana, è stata sentita ieri a Milano dal gup Donatella Banci Buonamici nell’udienza preliminare del...