Il tredici gennaio prossimo il Tribunale di Milano deciderà se Martina Levato, ex studentessa bocconiana bella e fredda, abbia punito i suoi ex fidanzati sfigurandoli con l’acido, con la complicità del bancario Andrea Magnani, il cui ruolo nella storia di cui si scrive non è ancora stato chiarito. Martina Levato e Magnani devono rispondere di varie aggressioni nel processo con rito abbreviato che si tiene nel capoluogo lombardo. Il compagno della giovane donna, Alexander Boettcher, è imputato per i medesimi fatti ma in altra sede, avendo scelto di essere giudicato nell’ambito del rito ordinario. Martina e Alex, meglio noti come la "coppia dell’acido", erano già stati condannati il quattordici giugno scorso per aver sfigurato il volto di Pietro Barbini, 28 anni, costretto a portare una maschera refrigerante otto ore al giorno. L’udienza di ieri si è conclusa dunque con un rinvio, ma prima del rinvio c’è stata l’arringa dell’avvocato difensore che ha chiesto alla Corte di non infliggere una pena sproporzionata (parole che danno per scontato l'esito del Giudizio) solo perché "è lei" l’imputata. Procedimento sommario e frettoloso per i legali di Martina Levato che a sua volta, nell’incrocio di processi che vede coinvolti lei, Boettcher e Magnani, ha confessato solo la tentata aggressione a Giuliano Carparelli, con il quale avrebbe fatto sesso orale una sola volta, agli inizi del 2014. Insomma, non è stata lei a sfigurare Stefano Savi (che ha finora subìto dodici operazioni al viso), colpito solo perché scambiato per Carparelli. Il quadro che emerge da questa bizzarra e tragica storia fatta di vendette malate e di protagonisti incongui (tutti belli, intelligenti e apparentemente equilibrati) vira verso l’ipotesi di una donna capace di manipolare il compagno e l’amico di quest'ultimo, solo per "vendicarsi di chi l’aveva usata". Una specie di purificazione ed una volontà di riscatto, alla ricerca della propria autostima. I "condannati all’acido" dovevano essere sette in tutto, secondo la lista stilata da Levato e Boettcher.
Il 13 gennaio la sentenza
L’avvocato: non condannate Martina a una pena sproporzionata
