«L’ingloriosa fine dell’Amministrazione Marino testimonia il fallimento del modello grillino che il Pd ha scelto. A Roma serve una persona seria, che si occupi della città rinunciando a usarla come un trampolino di lancio a livello nazionale e che la viva, letteralmente, piazza per piazza, dalle periferie al centro, sui mezzi pubblici. Serve discontinuità», spiega il leader de La Destra e vicepresidente del consiglio regionale del lazio Francesco Storace. Storace, la sua candidatura è la prima ufficiale nell’ambito del centrodestra e potrebbe sparigliare le carte, viste le trattative in corso. «Questo centrodestra si sta dimostrando non solo tentennante ma appare lontano mille miglia dai problemi reali. Non basta invocare una unità di facciata: chi ha sbagliato a governare Roma non può farlo ancora con vecchi riti come i vertici serali che calano il nome dall’alto. Credo che, per ricompattare uno schieramento così sfilacciato sia necessario passare per le primarie di coalizione: una competizione aperta, in cui votino gli elettori di centrodestra. Non occorrono personaggi X mascherati sotto le bandiere della destra». Giorgia Meloni non ha ancora sciolto la riserva se candidarsi o meno... «Esatto: Giorgia è brava, molto. Ma per ora non sfonda. Appare titubante, troppo; vuole tutti con sé ma non spiega per fare cosa. Attacca Berlusconi ma fa i vertici a Palazzo Grazioli. Scomunica chi non sta simpatico al suo capogruppo alla Camera senza però scendere in campo davvero. Ovvio che se ci sono primarie di coalizione, mi aspetto che lei ci sia». E Marchini? «Marchini non è affatto un candidato da disprezzare ma, a oggi, ha palesato il limite di voler spiegare tutto a tutti. E se ha ragione a suonarle agli apparati dei due schieramenti, di destra e di sinistra, non è che lui possa raccontare di essere estraneo al sistema di potere che governa questa città da decenni. Anche lui ha bisogno di discontinuità evidenti». Lei, però, si rende conto che la sua candidatura rischia di essere una avventura solitaria. «Se ci saranno primarie, nessuno sarà solo. E se non ci saranno, resteranno isolati dal popolo quelli che le avranno negate. Noi, il prossimo 30 gennaio presenteremo le proposte de La Destra per Roma. Ci sono mille problemi da affrontare in questa città e la città stessa non è che può aspettare i comodi di chi dovrebbe darsi da fare. Dal problema dei poteri di Roma Capitale a quello dell’abusivismo, commerciale ed edilizio; dal recidere i legami con le lobby di potere alla fine della querelle sulle colpe di tizio o caio; dal problema casa a quello dei campi rom; dalla gestione del personale, Vigili e dipendenti comunali, a quello delle municipalizzate; dalle opere eterne incompiute alla manutenzione ordinaria di strade e scuole: questi sono i problemi della città. Noi elaboreremo e presenteremo una piattaforma programmatica che non ha la pretesa di essere un Vangelo da accettare ma vogliamo che possa essere una base da cui partire e su cui discutere con il resto del centrodestra ma, soprattutto, da sottoporre, con le primarie, al vaglio degli elettori. In una elezione che si gioca sul filo di pochi voti, occorre fare attenzione, per il centrodestra, a non commettere nuovi errori».
Storace: "Mi candido al Campidoglio Farò le primarie e sarò l’anti-Marchini"
Il vice presidente della Regione Lazio pronto a scendere in campo
