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Minacce a Orlando per il giro di vite nelle carceri

Valeria Di Corrado Potrebbero essere le politiche carcerarie adottate dal ministro della Giustizia Andrea Orlando all'origine della lettera minatoria inviata nei giorni scorsi a via Arenula. Questa...

Potrebbero essere le politiche carcerarie adottate dal ministro della Giustizia Andrea Orlando all'origine della lettera minatoria inviata nei giorni scorsi a via Arenula. Questa una delle ipotesi investigative su cui sta lavorando la Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo contro ignoti, in cui viene ipotizzato il reato di minaccia aggravata dall'uso di armi. Dentro la missiva, infatti, non erano contenuti due semplici bossoli, ma veri e propri proiettili di kalashnikov, adatti a un mitagliatore Ak47. «Entreremo a Roma e taglieremo la tua testa», recita il messaggio in lingua araba indirizzato al Guardasigilli, firmato dall’Isis, che si conclude con la frase: «Allah è grande». I pm del pool antiterrorismo, coordinati da procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, si sono orientati su questa pista, considerando il fatto che Orlando ha avviato un'intensa azione di monitoraggio e prevenzione di fenomeni di radicalizzazione e proselitismo del terrorismo islamico nelle carceri italiane. Il ministro, inoltre, non apre a ipotesi straordinarie di clemenza come indulto e amnistia, sollecitate anche dalla Chiesa. Questo potrebbe aver attirato l'odio di tanti nemici. Gli inquirenti non escludono che a inviare la lettera possano essere stati anche degli italiani. Sulla busta, che riportava l’indirizzo scritto in inglese, c'era il timbro di Fiumicino. Questo perché tutta la posta indirizzata a Roma viene ormai convogliata nell'ufficio centrale di questo comune e poi smistata. Non è quindi possibile risalire al luogo in cui è stata spedita.

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