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La solidarietà di Mattarella a Girone

Il marò trattenuto in India attende i familiari e riceve gli auguri del Presidente Latorre oscura le foto su Facebook: pressing su Renzi per sbloccare il caso

«Auguri Salvatore». A pochi giorni dalle feste il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha raggiunto telefonicamente il fuciliere di Marina Salvatore Girone a Nuova Delhi, per fargli giungere un pensiero natalizio e un messaggio di attenzione e solidarietà da parte dei vertici dello Stato. Il contatto è avvenuto al termine del tradizionale collegamento video con i comandanti delle diciotto missioni militari italiane nel mondo, nella sede del Comando Operativo di vertice Interforze. Girone è da quattro anni, insieme al commilitone Massimiliano Latorre, coinvolto nella querelle internazionale tra Italia e India: entrambi sono costretti - senza che gli sia mai stato formulato un capo d'accusa - a subire gravi limitazioni della libertà personale. Nei prossimi giorni la moglie di Salvo, la signora Vania, raggiungerà l'India per riunire la famiglia: ci saranno anche i due figli del marò che approfitteranno delle vacanze scolastiche per riabbracciare il padre, con il quale mitigano la lontananza attraverso quotidiane conversazioni via Skype. Massimiliano Latorre, assorbito a Taranto da costanti cure mediche specialistiche per limitare i danni di un ictus che lo ha colpito in India nell'agosto 2014, pur mantenendo «un contegno da Leone del San Marco» ha mostrato di sentire tutto il peso di una situazione di incertezza struggente, con l'arbitrato internazionale de l'Aja appena avviato. Per questo il fuciliere ionico ha oscurato le sue foto del profilo Facebook: al posto della sua immagine ha postato un quadrato nero. La scelta è stata interpretata da parte del popolo tricolore che sostiene i marò come un segnale all'esecutivo, al fine di spingere il premier Renzi a utilizzare ogni strumento di sensibilizzazione e persuasione internazionale per sbloccare la contesa con l'India. Il governo italiano, infine, ha presentato istanza perché ai propri militari siano riconosciute dal collegio arbitrale le misure cautelari e così vengano rimessi in libertà per la durata del procedimento davanti ai magistrati in Olanda. La stessa richiesta era stata avanzata al Tribunale per il diritto del mare di Amburgo, ma i giudici dell'organismo avevano espresso a maggioranza il proprio diniego, puntualizzando che non consideravano «appropriato prescrivere misure provvisorie riguardo la situazione dei due marine italiani poiché questo toccherebbe questioni legate appunto al merito del caso», e avevano indicato nel tribunale de l'Aja la sede competente a pronunciarsi preliminarmente sulla diatriba. Per la sentenza che farà chiarezza sulla giurisdizione, allo stato, i tempi previsti sono più lunghi: il provvedimento dirimente non arriverà prima di due anni.

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