AREZZO Piazza del Popolo, ad Arezzo, ieri mattina era gremita quasi esclusivamente di telecamere e giornalisti. Nella camera ardente dove è stata esposta la salma di Licio Gelli, nella sede dell'Arciconfraternita di Misericordia, sono entrati pochi parenti e amici per dare l'ultimo saluto all'ex Venerabile della P2. All'interno della piccola stanza dove era esposto il corpo senza vita c'erano poche sedie, quasi tutte vuote. Tra due candele e due mazzi di fiori bianchi, il corpo di Gelli: aveva la barba tagliata e con il pizzetto che lo ha accompagnato per decenni, indossava un abito gessato, sul quale era appuntata una spilla del regime fascista con il fascio littorio. «Sono fascista e morirò fascista», disse Gelli nel 2008 durante una delle ultime apparizioni in pubblico. Al dito della mano aveva un anello d'oro con lo stemma nobiliare di conte. Nell'annuncio funebre, che è stato affisso accanto all'ingresso della camera ardente, la moglie, i figli e i nipoti, hanno scritto: «Ieri sera si è spento, nella pace del Signore, all'età di 96 anni N.H Conte Licio Gelli. Non fiori ma opere di bene». Dentro la camera ardente, nella quale si accedeva salendo quattro gradini di pietra, anche un piccolo tavolino di legno con poggiato sopra un registro dove amici e parenti lasciavano la firma per rendergli omaggio: dopo diverse ore dall'apertura della camera, c'erano meno di 40 firme. A dare l'estremo saluto a Gelli, anche uno dei suoi avvocati, il professor Gian Franco Ricci Albergotti, che lo aveva visto sei giorni fa. Il legale ha ricordato gli ultimi pensieri e desideri di Gelli, che però non è riuscito a realizzare. «Il suo cruccio era quello non poter avere i figli accanto nell'ultimo periodo della sua vita. Ho sentito la moglie domenica pomeriggio, poi ho saputo della notizia questa mattina. Era molto tranquillo. I suoi pensieri non erano di guerra, ma essenzialmente di pace. Mi parlava dei restauri che stava facendo a Villa Wanda e quindi a tutto pensava che alla morte». Davanti alla camera ardente anche due uomini della sicurezza private che controllavano chiunque entrava e usciva: hanno dovuto, tra l’altro, "scortare" il figlio, Raffaello, e il nipote Alessandro, mentre si allontanavano. Oggi alle 15 i funerali a Pistoia nella chiesa della Misericordia.
Nella bara con la spilla del fascio
Il corpo esposto nella camera ardente dell’Arciconfraternita di Misericordia L’ex capo della loggia Propaganda Due disse: sono fascista e morirò fascista
