Eroina, lupare, pizzini e malandrineria: nelle carte dell’ennesima operazione della distrettuale romana sul traffico di droga nella Capitale c’è tutto il campionario del mafioso trapiantato all’ombra del Colosseo. Sono 9 i soggetti (7 in carcere e due ai domiciliari) finiti in manette per associazione a delinquere finalizzato al traffico di droga con contorno di armi con matricola punzonata, intestazioni fittizie e armi spianate in faccia ai debitori sotto l’ombrello protettivo del mammasantissima (in carcere) della Montagna calabrese Giovanni Giorgi. A capo di questa ennesima cellula che ha colonizzato Guidonia e Tivoli, c’è Luca Cosmo (nato nella stessa Duisburg della strage di Ferragosto), nipote del boss e legato a doppio filo con il clan Nirta-Romeo-Giorgi, giovane negli anni ma con un passato criminale già sostanzioso. Alle porte della Capitale, Cosmo era riuscito a crearsi un giro pesante, capace di movimentare chili e chili di sostanza stupefacente che arrivava direttamente dai depositi della ndrangheta fino al «Vintage Cafè» prima di inondare il mercato della Capitale. Cocaina, hashish e eroina: al gran bazar della droga tirato su dalla batteria del calabrese ci si poteva rifornire di tutto, l’importante era pagare in tempo quanto era stato pattuito. In caso di problemi infatti la «batteria» era arrivata a minacciare un’intera famiglia (costretta a ricorrere agli strozzini prima e ai carabinieri del nucleo operativo di Tivoli che hanno coordinato l’indagine dopo) pur di rientrare della perdita di un carico. Cosmo poi, sostengono gli inquirenti, aveva la testa calda e forte delle sue parentele di atteggiava a vero boss, arrivando a minacciare di morte i delatori che avevano consentito alle forze dell’ordine di sequestrare due chili di fumo e un paio di armi «calde». E ancora l’eroina che viaggia, a chili, da Roma verso altri mercati e auto estorte ai debitori morosi: tutti benefit che, scrive il gip nell’ordinanza d’arresto, vanno ad ingrassare la cosca di riferimento.
Montagne di droga calabrese nella Capitale
Eroina, lupare, pizzini e malandrineria: nelle carte dell’ennesima operazione della distrettuale romana sul traffico di droga nella Capitale c’è tutto il campionario del mafioso trapiantato all’ombra...
