TORINO Nove anni e 6 mesi di reclusione. È la richiesta di pena avanzata dal procuratore generale, Marcello Maddalena, al processo d'appello nei confronti dei quattro attivisti No Tav, già condannati in primo grado a 3 anni e 6 mesi per il blitz al cantiere dell'alta velocità di Chiomonte del maggio 2013. Si tratta della stessa richiesta che nel novembre 2014, in primo grado, avevano proposto i pm Padalino e Rinaudo. Maddalena ha quindi confermato la matrice terroristica dell'assalto, aggiungendo come «la decisione non possa essere blanda, in quanto incentiverebbe la pratica del sabotaggio. I personaggi in questione - ha aggiunto il procuratore - hanno un'identità politica precisa, non prenderli sul serio equivarrebbe a fare loro un torto». «Nell'attacco del maggio 2013 al cantiere della Torino-Lione c'è stato un attentato alle persone - ha detto ancora Maddalena - Quando si attacca un cantiere si attacca tutto quello che c'e' dentro - comprese le persone, che non sono certo statuine immobili. Nessuno poteva immaginare in anticipo i movimenti delle 72 persone che quella sera si trovavano all'interno del cantiere e che sono state a tutti gli effetti attaccate».
No Tav chiesti 9 anni per 4 attivisti
TORINO Nove anni e 6 mesi di reclusione. È la richiesta di pena avanzata dal procuratore generale, Marcello Maddalena, al processo d'appello nei confronti dei quattro attivisti No Tav, già...
