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«Italia, prendi le impronte con la forza»

Il diktat schizofrenico di una Ue sorda al problema dell’immigrazione Arrestato a Pozzallo un siriano fanatico di Daesh. Falso allarme in Francia

Per la raccolta delle impronte digitali si deve usare anche la forza. Bruxelles torna sulla questione degli immigrati e, dopo la messa in mora dell'Italia, preme sul nostro paese perchè attui «correttamente il regolamento Eurodac che dispone l'effettivo rilevamento delle impronte digitali dei richiedenti asilo e la trasmissione dei dati al sistema centrale dell'Eurodac entro 72 ore». Quindi, anche quando gli immigrati che sbarcano sulle nostre coste si oppongono al rilevamento delle impronte (situazione che si verifica spesso, oltre a quella di fornire false generalità), queste dovranno essere prese lo stesso, anche contro la volontà del soggetto e, se occorre, usando la forza. «al più presto» a un tasso del 100% di impronte digitali registrate. Il nuovo monito dell'Ue segue alla lettera inviata nei giorni scorsi all'Italia e con cui si è avviata la prima fase formale della procedura di infrazione. Entro due mesi il nostro paese dovrà rispondere alla Commissione comunicando le misure di recepimento. Nel frattempo Bruxelles, nel rapporto sul funzionamento degli hotspot per la registrazione dei richiedenti asilo e la gestione delle informazioni da parte dell'Italia che sarà presentato oggi, rileva numerose criticità in tema di accoglienza e impone l'apertura urgente di nuovi centri, oltre a quello già operativo di Lampedusa. «Gli hotspot di Pozzallo e Porto Empedocle devono essere aperti senza indugio» e devono essere avviati i lavori per aprirne altri «all'inizio del 2016». Proprio a Pozzallo la Digos ha arrestato un siriano sospettato di essere un terrorista legato all'Isis. Sul cellulare del ventenne sono stati trovati video e immagini di propaganda dello Stato islamico. In uno di questi si legge: «Allah è grande, ma l'Isis lo è di più». Al vaglio degli inquirenti anche nomi e numeri di telefono presenti nella rubrica e che potrebbero condurre ad altri soggetti legati al terrorismo. Il siriano ieri è stato interrogato nel carcere di Catania, nel quale si trova dopo il fermo avvenuto il 4 dicembre scorso quando, insieme ad altri 523 immigrati, è sbarcato a Pozzallo. Proprio i profughi che con lui sono stati tratti in salvo, hanno segnalato il giovane alle autorità perché insospettiti dal suo atteggiamento. E ieri la Francia ha vissuto ore di terrore per un falso attacco terroristico in una scuola materna di Aubervilliers, nella banlieue parigina non molto lontana dalla zona di Saint-Denis. Un maestro dell’asilo ha detto di essere stato accoltellato da un uomo, vestito con passamontagna e anfibi di tipo militare, che avrebbe urlato di appartenere all'Isis. Immediatamente è partita la caccia da parte dell'Antiterrorismo. Alla fine, però, il maestro ha confessato di aver inventato tutto.

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