Non solo S. Giovanni e S. Paolo. Come ha ricordato il Papa, che proprio ieri festeggiava i 46 anni di sacerdozio, le Porte Sante sono state aperte in tutto il mondo. Nel primo Giubileo «diffuso» sono state particolarmente significative le aperture nel martoriato Medio Oriente. Ad Aleppo, in Siria, il rito si è tenuto nella parrocchia di San Francesco colpita lo scorso 25 ottobre da alcune granate. Ad Erbil, in Iraq, apertura nella Cattedrale di San Giuseppe, nel sobborgo cristiano di Ankawa. Assai significativa la Porta di Gerusalemme, nella Basilica del Getsemani, cerimonia presieduta dal patriarca latino Fouad Twal. In Giordania, ad Amman, Porta giubilare nella cattedrale melchita di St. George. In Italia il presidente dei vescovi cardinale Bagnasco ha aperto la Porta Santa nel duomo di San Lorenzo a Genova: «Possiamo scivolare, senza accorgerci, nella tiepidezza del cuore e nell'aridità della vita. Possiamo assuefarci ad un cristianesimo mediocre che si accontenta di fare il minimo senza desiderare il meglio, la santità. Possiamo diventare cristiani anonimi non per amore di umiltà ma per la paura inconfessata di essere giudicati dagli altri imprudenti, visionari, esibizionisti della religione, fanatici. Possiamo ridurre la fede a una riserva di buoni sentimenti - ha detto - abituarci alla fede, all'amore di Dio e abituarci all'amore è morire di inedia. La prima grazia dell'Anno Santo è riscoprire la bellezza della fede cristiana, il fascino dell'abbandono alla misericordia».
Rito replicato in tutte le diocesi
Non solo S. Giovanni e S. Paolo. Come ha ricordato il Papa, che proprio ieri festeggiava i 46 anni di sacerdozio, le Porte Sante sono state aperte in tutto il mondo. Nel primo Giubileo «diffuso» sono...