ONOREFICENZA

Nobel per la pace, verso la consegna del premio. Chi sono i “papabili”

Verrà consegnato domani il 107esimo premio Nobel per la Pace. Una onorificenza spesso criticata ma comunque prestigiosa, che anche quest’anno non manca d’essere accompagnata dai pronostici sui possibili vincitori.

Tra le ipotesi d’assegnazione figura la Corte penale internazionale (Cpi), che si occupa di perseguire e giudicare gli individui e organi-individui responsabili di crimini internazionali. Un’organo, però, al centro di forti critiche, specie per la capacità degli Stati di aggirare la sua efficacia. Fra i possibili destinatari del premio, comunque, figura Mykola Kuleba, fondatore dell’organizzazione “Save Ukraine”, la più grande Ong ucraina dedicata alla protezione dei bambini in conflitto. E poi anche le “Sudan Emergency Response Rooms”, rete di volontari per l’assistenza ai civili nate spontaneamente dopo l’esplosione del conflitto nel 2023 tra forze armate sudanesi e le Forze di supporto rapido.

Nella lista dei “papabili” non poteva di certo mancare il Papa in persona, Leone XIV, a capo della Chiesa da poco più di un anno dopo aver succeduto a Papa Francesco.

Ipotesi poi, fra le tante polemiche, anche per la relatrice speciale Onu Francesca Albanese. Una figura che dopo ormai tre anni di gaffe, uscite infelici e frasi ambigue su antisemitismo e terrorismo, si è vista crollare attorno il muro di ovazioni e premi che in tanti si erano affrettati a consegnarle.

Lo scorso anno a vincerlo è stata María Corina Machado, simbolo dell’opposizione al regime di Maduro in Venezuela.

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