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Il comandante dei carabinieri: «Cucchi, vicenda grave»

Dopo le pesanti accuse contro i carabinieri da parte della procura di Roma che indaga sul caso Cucchi, è sceso in campo anche il comandante generale dell’Arma, Tullio Del Sette. Secondo il generale,...

Dopo le pesanti accuse contro i carabinieri da parte della procura di Roma che indaga sul caso Cucchi, è sceso in campo anche il comandante generale dell’Arma, Tullio Del Sette. Secondo il generale, si tratta di «una vicenda estremamente grave. Grave il fatto che alcuni carabinieri abbiano potuto perdere il controllo e picchiare una persona arrestata secondo legge per aver commesso un reato, che non l’abbiano poi riferito, che alcuni altri abbiano potuto sapere e non lo abbiano segnalato a chi doveva fare e risulta aver fatto le dovute verifiche, se tutto questo sarà accertato. Grave il fatto che queste cose possano emergere soltanto a partire da oltre sei anni dopo, nonostante un processo penale celebrato in tutti i suoi gradi». Il Comandante la ripete più volte la parola «grave», riferendosi al presunto comportamento dei militari finiti nel mirino dell’inchietsa bis sulla morte del ragazzo avvenuta sei anni fa. «Per questo sono - lo è l’Arma dei carabinieri, lo sono tutti i carabinieri - accanto alla magistratura con forza e convinzione, come sempre, per arrivare fino in fondo alla verità, per poi poter adottare con tempestività, con giustizia trasparente, equanime e rigorosa i dovuti provvedimenti, giacché è gravissimo, inaccettabile per un carabiniere rendersi responsabile di comportamenti illegittimi e violenti». E ancora: «Siamo rattristati e commossi dalla triste vicenda umana di Stefano Cucchi, prima e dopo quel 15 ottobre 2009, addolorati delle sue sofferenze, della sua morte...Rispetto, perciò, per tutto questo e determinazione nel ricercare la verità, nel perseguire quelli che dovessero risultare responsabili di reati, di condotte censurabili sotto ogni profilo». Il numero uno dell’Arma non si ferma qui. Anzi. L’accertamento delle responsabilità «comporterà, se vi sarà, dolore e amarezza, ma nessuna delegittimazione può derivare da notizie e iniziative mediatiche, legittime e comprensibili: non sfugge a nessuno, credo che decine di migliaia di carabinieri assolvono quotidianamente, in Italia e apprezzatissimi anche all’estero, la loro missione a tutela della legge e della gente, con professionalità, impegno, abnegazione, rischio continuo per la loro incolumità - come attestato dalle decine di infortunati, contusi e feriti di ogni giorno - e profonda umanità nelle migliaia di servizi, interventi, investigazioni di ogni giorno, nelle decine di migliaia di arresti di ogni anno, dei quali tutti i cittadini possono avere conoscenza grazie ai mezzi di informazione».

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