La deplorazione non basta. Per l’assistente capo della Polizia di Stato «colpevole» di aver rilasciato «dichiarazioni non autorizzate su argomenti riservati» è stata decisa la sospensione cautelare dal servizio per gravi motivi. Il provvedimento, scattato dopo la messa in onda di un programma Rai nel quale diversi agenti - con volto coperto e voce camuffata - denunciavano le inefficienze dell’intero apparato, ha avuto al momento conseguenze solo per due di loro, riconosciuti dopo «mirati accertamenti» e puniti entrambi. Il primo, sindacalista della Cgil, con il trasferimento da un reparto ad un altro, il secondo, dirigente Sap, con la sospensione dal servizio. Il segretario generale Gianni Tonelli non ci sta e annuncia l’intenzione di presentare denuncia alla Procura della Repubblica iniziando uno sciopero della fame che porterà avanti chiuso in un camper, sotto Palazzo Montecitorio. A far «infuriare» il capo della Polizia, Alessandro Pansa, è stato il «grave pregiudizio all’immagine e al prestigio dell’amministrazione della Pubblica Sicurezza», si legge nell’informativa, arrecato alla luce dell’ampia risonanza mediatica. L’assistente capo F.R. avrebbe «deliberatamente prelevato materiale di vecchio tipo non più in uso al personale della Polizia di Stato, per poi esibirlo al giornalista durante l’intervista». Il riferimento è ai caschi, utilizzati dagli operatori in ordine pubblico, e alla pistola mitragliatrice M12 mostrata nel servizio. «I caschi in disuso vengono ritirati e buttati – spiega Tonelli - C’è un esercizio di carico e scarico del materiale e un magazzino, che non è nel commissariato Vescovio, che lo accoglie e che lo manda alla distruzione. Il dirigente Sap ha preso i due Ubott messi a disposizione per l’utilizzo ogni giorno da tutti i colleghi. Tutto il materiale è stato smarcato sul registro e i colleghi possono confermare e testimoniare: uno lo farà anche davanti all’avvocato. Quei caschi erano lì non per essere smaltiti ma per essere usati. Non sono stati furtivamente sottratti, ma presi dall’apposito armadio blindato del materiale di pronto impiego, collocato all’interno del corpo di guardia del commissariato e la cui chiave è alla portata di tutti. L’M12 era inoltre nell’auto ed era quello in dotazione quel giorno al mezzo di servizio, come si vede anche dal filmato delle telecamere di videosorveglianza. Può esser sfuggito, questo particolare, ai super inquisitori? Non esistono pistole mitragliatrici M12 non in uso "appoggiate" ai commissariati, alla stregua dei caschi, che sono quelli utilizzati normalmente dagli operatori e che, caso strano, sono stati cambiati dopo la prima settimana di dicembre. È gravissima la compressione di libertà fondamentali, tutelate dalla nostra Carta Costituzionale: un rappresentante sindacale metteva in luce e denunciava che le condizioni di sicurezza, la preparazione e gli equipaggiamenti non sono idonei ad affrontare un’insidia cruenta come quella del terrorismo di matrice islamica. Un eroe, che nell’interesse della collettività, non suo, sta dando un contributo affinché agli operatori delle forze dell’ordine sia consentito di lavorare con efficacia e sicurezza al fine di tutelare la comunità sulla quale dobbiamo sorvegliare». Il dirigente incriminato è stato infatti ripreso da una telecamera di videosorveglianza del commissariato Vescovio mentre usciva con due caschi in una mano e senza altro con sé. «Non basterà la sostituzione degli Ubott, dieci giorni dopo, per dimostrare fossero in disuso perché ci sono decine di testimoni e registri – aggiunge Tonelli – E non basterà neppure sostituire un M12 da un armadio, perché anche lì ci sono testimonianze e registri. Non rimestiamo più di quello che abbiamo già fatto in questa pozza di fango, perché si rischia di sporcarsi ancora di più. Dopo la nostra reazione e l’intenzione da me manifestata di presentare denuncia alla Procura della Repubblica, stranamente è stato steso un velo pietoso sulla notizia». Intanto, però, un giovane poliziotto, padre di famiglia, è stato sospeso e prenderà la metà dello stipendio. In attesa che si faccia luce sulla vicenda.
Agente sospeso, il Sap: "Ci vediamo in procura"
Il segretario Tonelli: farò lo sciopero della fame
