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Adozioni gay, via libera dei giudici

Una donna aveva adottato la figlia della compagna sposata in Spagna Il tribunale di Milano ha ordinato la trascrizione del legame in Italia

Di nuovo la magistratura sale in cattedra e fa la supplente della politica. La Corte di appello di Milano, con provvedimento del 16 ottobre scorso e reso noto ieri, ha disposto l’efficacia anche in Italia dell’atto con cui una donna ha adottato in Spagna la figlia della sua ormai ex partner. Ordinandone, quindi, la trascrizione e ribaltando la decisione del Tribunale dei Minorenni. I giudici (Bianca La Monica, presidente, e Maria Cristina Canziani, consigliere estensore) hanno al contrario negato la trascrizione del "matrimonio" contratto tra le due donne nel Paese iberico e del successivo divorzio. Dunque, con decisione giudiziaria si dice sì alla stepchild adoption, punto di maggiore frizione tra forze politiche nel percorso in Parlamento della legge sulle unioni civili. Sul provvedimento della Corte d’Appello di Milano, pubblicato nel sito dell’associazione "articolo 29", c’è un passaggio - svolta: «gli articoli 65 e 66 della legge in materia di diritto internazionale privato prevedono che i provvedimenti stranieri relativi alla capacità delle persone, nonché all’esistenza di rapporti di famiglia (…) hanno effetto nell’ordinamento italiano e sono quindi riconosciuti senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento, quando producono effetti nell’ordinamento dello Stato in cui sono pronunciati, non sono contrari all’ordine pubblico e sono stati rispettati i diritti della difesa». Il brano contiene due aspetti. Il primo è l’ennesimo colpo alla sovranità legislativa italiana. L’altro è l’allargamento del concetto di famiglia anche all’unione tra persone dello stesso sesso. Festeggiano le associazioni per i diritti degli omosessuali. «A chi ancora tentenna sull’istituto della stepchild adoption chiediamo di mettersi una mano sulla coscienza», scrive l’Arcigay. L’associazione Famiglie Arcobaleno fa eco: «il Parlamento non può più temporeggiare oltre rispetto alla legge sulle coppie di fatto e, in particolar modo, sulla previsione della stepchild adoption». Non mancano reazioni politiche, con dissonanze nella maggioranza. Sergio Lo Giudice, Senatore Pd, scrive su Facebook che «un tribunale svela come sia perfettamente coerente con il nostro ordinamento giuridico un’adozione piena da parte di due genitori dello stesso sesso», mentre Maurizio Sacconi (Ap) vede nel pronunciamento «il tentativo di realizzare la rivoluzione antropologica per via giudiziaria». Dall’opposizione Luca Squeri, deputato di Forza Italia, osserva: «è inutile che in Parlamento si discuta di unioni civili e stepchild adoption se i giudici scavalcano e si sostituiscono al legislatore». L’obbligo di non commentare le sentenze non strozza il gusto della memoria. Torna utile Montesquieu: «Chiunque abbia potere è portato ad abusarne; egli arriva sin dove non trova limiti».

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