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"Un’occasione di rinascita per Roma"

L'intervista al cardinale vicario Vallini sul Giubileo: "Sarà una grande esperienza spirituale"

Ad accogliere il Pontefice in Piazza Mignanelli, come sempre, c’era il cardinale vicario per la diocesi di Roma Agostino Vallini. Il porporato ha fatto un po’ gli onori di casa ed ha anche accompagnato il Papa durante il saluto ai disabili. Prima di risalire in macchina, Francesco ha scambiato ancora qualche parola con il suo vicario e la risata con cui si sono salutati dimostra una volta di più la grande sintonia che c’è tra il Vescovo di Roma e il suo rappresentante in Laterano. Prima di lasciare la piazza, il cardinale Vallini ha accettato di raccontarci le sue impressioni sull’Anno Santo inaugurato ieri.   Cosa rappresenta il Giubileo per Roma? «Soprattutto una grande esperienza spirituale, come ho avuto modo di scrivere anche nella lettera indirizzata alla città, che permetta di riscoprire e sprigionare una energia interiore in vista di una ripresa umana e cristiana nelle relazioni interpersonali. C’è bisogno di ricreare quei rapporti necessari a sostenere il vivere, il buon vivere civile».   Papa Francesco insiste molto sulla tenerezza e sul perdono. C’è ancora spazio per queste cose in una società come la nostra oppure è un’utopia? «No, non penso che sia un’utopia. Dobbiamo prima di tutto rendere familiari questi termini, che sono termini biblici, non sono un’invenzione del Papa, non è una "captatio benevolentiae" del Pontefice. Rappresentano al contrario una visione della fede. Bisogna familiarizzare con la tenerezza e il perdono, portare uomini e donne a pensare a questi contenuti, che significa poi domandarsi in prima persona cosa vuol dire misericordia, con chi posso essere misericordioso, a chi posso mostrare la mia tenerezza. Pensieri che portano ad interiorizzare queste parole e poi a viverle concretamente».   In occasione del Giubileo il Santo Padre insiste molto sulla «riscoperta» del sacramento della riconciliazione, spesso accantonato, soprattutto tra i giovani. «Certo, insiste sulla confessione come esperienza della misericordia. Mi sembra opportuno ricordare che il Papa nella bolla di indizione del Giubileo straordinario "Misericordiae Vultus" propone quattro passi per vivere questo Anno Santo: un cammino spirituale attraverso la misericordia biblica; un’esperienza della misericordia attraverso, appunto, la confessione sacramentale; una testimonianza della misericordia che sono le opere di carità e infine il pellegrinaggio che rappresenta il sigillo di questo percorso».

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