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Convertita all’Islam difende gli stragisti di Parigi

Denunciata Chiara L., 27 anni, residente a Tivoli, già nota all'intelligence per le posizioni estremiste

Italiana di 27 anni, convertita all’Islam da otto, e un profilo già noto all’intelligence per le sue posizioni estremiste. Il 1 dicembre scorso, intervistata dalla trasmissione televisiva «Mattino Cinque», è arrivata a giustificare gli attentati del 13 novembre scorso a Parigi, dove morirono 130 persone, tra cui l’italiana Valeria Solesin. Chiara L. vive a Tivoli, ma frequenta la moschea Al Huda nel quartiere di Centocelle a Roma. Proprio da qui ha rilasciato delle dichiarazioni che le sono costate una denuncia per propaganda di idee fondate sulla discriminazione e l’odio razziale, etnico e religioso. «Tutto quello che sta accadendo in Francia se la sono cercata - aveva detto durante l’intervista - Hanno bruciato il Corano, prendendo in giro il nostro Profeta Mohammed. Se la sono cercata». E ancora: «Le religioni non si toccano. Offendendo il nostro profeta Mohammed, ci sta toccando». Viso pulito e velo in testa, sembra non rendersi conto delle parole di fuoco che hanno messo ulteriormente in allerta le forze dell’ordine. «La giovane - spiega la Questura di Roma - è stata rintracciata a Tivoli presso la sua abitazione dagli investigatori del locale Commissariato e dagli agenti della Digos». Qui, gli agenti hanno fatto un’altra scoperta inquietante. In casa di Chiara, infatti, «sono stati trovati e sequestrati documenti e manoscritti, tuttora al vaglio degli inquirenti». La 27enne, che percepirebbe una pensione di invalidità civile, avrebbe contratto matrimonio con un musulmano. Da qui, forse, è partita la sua conversione che, proprio per la deriva estremista, non era passata inosservata agli 007. Adesso, però, la difesa del jihad e di chi ha compiuto un massacro, ha peggiorato la sua condizione. Un caso analogo è avvenuto il 17 novembre scorso, quando B.S.J., 24enne cittadino italiano, è stato denunciato per propaganda di idee fondate sulla discriminazione e l’odio razziale, etnico e religioso. Durante la trasmissione «Quinta Colonna», aveva detto: «Charlie Hebdo per me è giusto. Bravi. Loro hanno toccato il loro profeta, noi non parliamo di Gesù e Mosè. Hanno fatto bene». Rintracciato sempre nella moschea di Centocelle, dopo la perquisizione domiciliare è scattato anche l’arresto per detenzione di sostanza stupefacente.

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