Papa Francesco non molla. Non indietreggia, va avanti verso il rinnovamento della Chiesa. Gli scandali emersi sulle finanze vaticane, il fatto che una buona parte di quei documenti è stata diffusa da membri di quell'organismo e pubblicata in due libri da altrettanti giornalisti, finiti sotto processo con le loro presunte fonti, non lo fermano. "Ringrazio Iddio - ha detto Bergoglio sull'aereo che lo riportava a Roma da Bangui - che non ci sia la Lucrezia Borgia". "Continuerò con i cardinali, con le commissioni a pulire", ha assicurato confidando ai giornalisti il suo stato d'animo comunque sereno. "Trovare quel materiale pubblicato, ha rivelato, "per me non è stata una sorpresa, non mi ha tolto il sonno, perché propriamente hanno fatto vedere il lavoro che si è cominciato con la commissione dei cardinali, il C9: cercare la corruzione, le cose che non vanno". Diritto di cronaca Il Papa ha confermato ai giornalisti che avrebbe voluto cconcludere questo processo prima dell'8 dicembre, data d'inizio dell'Anno Santo della Misericordia. Ma credo - ha spiegato - che non si potrà fare". E' necessario, infatti, "che tutti gli avvocati che difendono abbiano il tempo di difendere, che ci sia la libertà di difendere". Secondo Francesco, "quello che importa alla difesa è la formulazione delle accuse, io - ha ammesso - non le ho lette le accuse concrete, tecniche, ma la corruzione viene da lontano". Quanto alla singolare iniziativa dei giudici vaticani di rinviare a processo anche i giornalisti, il Papa ha detto: "La stampa deve essere libera, laica ma anche confessionale, ma professionale! Perché la professionalità della stampa può essere laica o confessionale. L'importante che siano professionisti davvero, cioè che le notizie non vengano manipolate". Per me - ha affermato - è importante perché la denunzia delle ingiustizie, della corruzione è un bel lavoro". "Poi - ha aggiunto - il responsabile deve fare qualcosa, fare un giudizio, fare un tribunale. Ma la stampa professionale deve dire tutto". "E sulla corruzione - ha scandito - vedere bene i dati. Poi un giornalista che è un professionista vero se sbaglia chiede scusa:". Errori sulle nomine alla Cosea Infine, sulle nomine alla Cosea, Bergoglio ha ammesso che ci non c'è stata una adeguata valutazione. "E' stato fatto - ha detto - un errore nel nominare monsignor Vallejo Balda e la signora Chaouqui!". Ed entrando nel dettaglio il Papa ha aggiunto: "Monsignor Vallejo Balda è entrato per la carica che aveva e che ha avuto fino adesso, era segretario della Prefettura degli affari economici. Ma - si è chiesto ad alta voce Francesco - come è entrata lei? Non sono sicuro, ma credo di non sbagliare se dico che è stato lui a presentarla come una che conosceva il mondo dei rapporti commerciali. Hanno lavorato e quando è finito il lavoro, i membri di quella commissione, che si chiamava Cosea, sono rimasti in alcuni posti in Vaticano. La signora Chaouqui non è rimasta in Vaticano perché è entrata per la commissione e poi non è rimasta. Mi dicono che si è arrabbiata per questo, ma i giudici ci diranno la verità sulle loro intenzioni su cosa hanno fatto".
Vatileaks, Papa: "Continuo pulizia iniziata da Ratzinger"
Sui giornalisti indagati: "La stampa deve essere libera ma professionale". Chaouqui e il marito indagati anche a Roma PROCESSO Udienza rinviata al 7 dicembre
