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Trattori in marcia per legittima difesa

In provincia di Bergamo tutti con l’agricoltore che ha ucciso un siriano La protesta anti-immigrati non si ferma. In piazza anche il sindaco leghista

La sagra diventa manfestazione per difendere il diritto dei cittadini a difendersi. Un paese intero si è schierato ieri mattina a fianco di un proprio concittadino, arrestato una settimana fa per avere ucciso (nell’agosto scorso) con 30 colpi di roncola un immigrato siriano che accusava di rubare nelle automobili parcheggiate e dal quale, sostiene l’aggressore, di essere stato minacciato. Sessanta trattori (nella foto qui a fianco dell’Eco di Bergamo) hanno partecipato a Cologno al Serio a quella che è tradizionalmente la «Sagra del melgot» (granoturco in bergamasco) che si svolge ogni anno in questo periodo. Ma stavolta la Coldiretti locale ha deciso di annullare la festa e di trasformarla in una manifestazione di solidarietà per l'arrestato Sebastiano Arnoldi, titolare di un'azienda agricola. Sessanta trattori (con quello di Arnoldi, condotto da un amico, a guidare il corteo) hanno sfilato per il paese, inalberando striscioni e cartelli con il nome di Sebastiano. La manifestazione ha avuto persino il sostegno e la presenza del sindaco leghista Claudio Sesani. In piazza sono arrivate moltissime famiglie che hanno partecipato con cartelli di solidarietà e hanno aderito alla raccolta di fondi per sostenere l'arrestato nelle spese legali, mentre sulle vetrine di alcuni negozi sono apparsi cartelli con hashtag #iostoconsebastiano. «È uno di noi ed è giusto stargli vicino - ha spiegato l'organizzatore della manifestazione, Giulivo Trapletti, della Coldiretti locale - Lo vedevo lavorare tutto il giorno. Al contrario del siriano: quando quello passava in bicicletta mi toccava rimanere in cascina per evitare che sparisse qualcosa». Gli agricoltori hanno aperto una colletta per aiutare gli Arnoldi con le spese legali. E il sindaco leghista Claudio Sesani ha detto: «Tocca ad altri dire se Sebastiano è o non è colpevole. A me tocca constatare che la nostra gente è stufa. In quella zona c'era un problema di furti nelle auto. Sarà un caso, ma morto il siriano non ne sono più avvenuti». «Mi ha detto ti ammazzo i figli - aveva detto Arnoldi, confessando l’omicidio - Non ci ho visto più. Mi dispiace, non volevo». La solidarietà dei suoi compaesani dimostra che la massiccia presenza di immigrati, spesso senza lavoro, sta esasperando gli animi oltre misura. In Lombardia, negli ultimi due mesi, sono stati due gli omicidi di immigrati-rapinatori. Martedì della scorsa settimana, un gioielliere, Rodolfo Corazzo, a Rodano nel milanese, ha ucciso un rapinatore albanese che era entrato nella sua abitazione di notte insieme a due complici, ancora in fuga. Il gioielliere, è stato formalmente iscritto nel registro degli indagati della procura per eccesso colposo in legittima difesa. Un atto tecnico, dovuto a sua garanzia, certo. Difficile però da digerire. E mentre prosegue la caccia ai due complici di Valentin Frrokaj, il rapinatore albanese di 36 anni ucciso, il gioielliere spiega: «La mia ipotesi è che uno dei banditi sia un basista italiano». Gli investigatori non escludono che ci possano essere collegamenti con un altro episodio analogo. Non è un caso, forse, che nella zona, a Vaprio D’Adda, sia avvenuta una rapina il 20 ottobre scorso, costata la vita a un altro rapinatore albanese. I pm di Milano Alberto Nobili e Grazia Colacicco, infatti, vogliono vederci chiaro e attendono di esaminare gli atti e le relazioni dei carabinieri sulla sparatoria avvenuta lo scorso martedì sera. A dimostrazione che chi si fa giustizia da solo ottiene sempre di più il favore dei cittadini, Francesco Sicignano, l'uomo che a Vaprio D'Adda ha sparato al ladro, è stato candidato nelle liste di Forza Italia per le prossime elezioni amministrative a Milano. La candidatura è stata spiegata dal coordinatore di FI a Milano, Fabio Altitonante: «Riaffermiamo così il diritto alla sicurezza e difendiamo i nostri valori».

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