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Gli inquietanti contatti della "Dama nera" con la ’ndrangheta in Anas

Antonella Accroglianò, riusciva ad ottenere sub appalti grazie alle pressioni sugli imprenditori aggiudicatari di commesse milionarie con l’ente

Gli inquietanti contatti della "Dama nera" con la ’ndrangheta in Anas

dama nera

La ’ndrangheta aveva messo un piede in Anas. Attraverso la "dama nera", Antonella Accroglianò, riusciva ad ottenere sub appalti grazie alle pressioni della donna sugli imprenditori aggiudicatari di commesse milionarie con l’ente, principale erogatore di appalti in tutta Italia.

È il Tribunale del Riesame di Roma a porre un accento sugli «inquietanti contatti» della Accroglianò con «esponenti della cosca Perna», attraverso le motivazioni con cui a settembre scorso ha confermato il carcere alla donna. Un’informativa del Gico del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Roma, racconta rapporti tutti da chiarire in cui giocano un ruolo la Accroglianò e lo zio Antonio, politico calabrese e fratello di Peppino, presidente della fondazione C3 di cui fanno parte alti magistrati della Corte di Cassazione, Corte dei Conti, dirigenti di società pubbliche, prelati, prefetti, rettori di università, il sindaco di Buenos Aires, l’immigrato Mauricio Macrì, e Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato. Nome, quest’ultimo, che la "dama nera" spende più volte nelle intercettazioni telefoniche per crearsi uno sponsor al fine di passare da dirigente del Coordinamento tecnico a quello di capo dell'ufficio appalti di Anas, settore che gestisce le commesse milionarie per le infrastrutture stradali in tutta Italia. Secondo gli investigatori del Gico i rapporti fra Antonella e Antonio Accroglianò con la ndrangheta si trovano nei contatti che hanno con «Mario e Antonio Grimoli, che sono risultati imprenditori fiduciari della cosca di ndrangheta Perna, facente capo a Perna Francesco». In un’informativa dell’1 luglio scorso «si dà atto che il collaboratore di giustizia Pasquale Tripodoro, nel corso di diversi interrogatori, ha attestato che i fratelli Grimoli sono riusciti a espandere il loro ambito economico soprattutto nel settore degli appalti pubblici e sono legati al politico calabrese Antonio Accrogliano». Ma andiamo con ordine. La "dama nera" risulta la principale sponsor dei Grimoli. Il caso riguarda un appalto aggiudicato dalla De Sanctis, impresa leader in Italia nella fabbricazione di strade e autostrade. Quei lavori a Pizzi, in Calabria, diventano la piazza sulla quale la "dama nera" spende a più riprese il nome di Grimoli. Si tratta della «raccomandazione effettuata dalla Acroglianò agli imprenditori De Sanctis di concedere in sub appalto lavori di movimento terra a Mario Grimoli». «Tale raccomandazione - si legge - è posta esplicitamente in relazione alla "sicurezza" dei cantieri». In sostanza, la De Sanctis temeva di ricevere pressioni criminali e per questo - come emerge da una telefonata di Francesca De Sanctis con la Accroglianò - intendeva «ricorrere alla polizia per poter svolgere regolarmente i lavori». Ma la "dama nera" ritiene inutile l'intervento delle forze dell'ordine: «consiglia - scrive il collegio - di affidare lavori in subappalto a Grimoli per garantire la sicurezza: "Se lo mette papà vicino...una sicurezza"». Il concetto, poi «viene successivamente ribadito dalla dirigente a Girolamo De Sanctis al quale Grimoli viene definito "uno perbenissimo"».

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