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Muore Liverani, candidato sindaco Pd a Ravenna

È morto venerdì sera il candidato sindaco a Ravenna per il Partito democratico, Enrico Liverani. Aveva partecipato alla fiaccolata organizzata dalla diocesi per ricordare le vittime degli attentati...

È morto venerdì sera il candidato sindaco a Ravenna per il Partito democratico, Enrico Liverani. Aveva partecipato alla fiaccolata organizzata dalla diocesi per ricordare le vittime degli attentati di Parigi della scorsa settimana. Stava rientrando a casa a bordo della sua automobile lungo la strada Reale, quando all’altezza di Mezzano, forse a causa di un malore, è finito in un fosso. All'arrivo dei soccorsi era già deceduto. Liverani, 39 anni ed ex sindacalista della Cgil, era l’attuale assessore ai Lavori pubblici ed era stato scelto dal Pd come candidato sindaco per le elezioni dell’anno prossimo. Il cordoglio è arrivato anche dal premier Matteo Renzi che in un post pubblicato su Facebook ha scritto: «Ciao Enrico. Enrico Liverani aveva 39 anni. Assessore comunale, era stato individuato come candidato sindaco del Pd a Ravenna per le prossime amministrative. Tutto il Pd si era riconosciuto e unito sul suo nome. Non aveva votato per me, aveva fatto esperienza nel sindacato, non era uno della prima ora, ma era un punto di riferimento prezioso. E tutti insieme eravamo pronti a una campagna elettorale accesa e bella come solo le campagne elettorali per i sindaci sanno essere». Un pensiero quello dedicato da Renzi che è diventato un’arena per insulti, sfottò e polemiche politiche. Sulla bacheca Facebook di Renzi in mezzo ai tanti, da Ravenna e da altre città, che hanno manifestato il loro cordoglio per l’amministratore 39enne e la sua famiglia sono apparsi anche diversi commenti di tenore molto diverso, con insulti nei confronti del presidente del Consiglio, del Pd e in qualche caso dello stesso Liverani. I Dem si sono arrabbiati. Sulla pagina del dem bolognese Davide Di Noi («Mi fate schifo») ha espresso la propria indignazione anche Simona Caselli, assessore regionale all'Agricoltura. «Quelli sono piazzati lì, fissi, a scaricare odio, volgarità e insulti. Bisogna reagire anche a questa barbarie», dice. «Se non ci si ferma neanche di fronte alla tragedia di un uomo giovane che muore all'improvviso lasciando una bimba piccola e i suoi cari, è in gioco direttamente la civiltà». «Nauseato» anche il segretario del Pd di Bologna Francesco Critelli. «Anche in presenza di un fatto così tragico, inorridisco a leggere insulti, aggressioni verbali, offese personali, messaggi di propaganda politica. Uno schifo, non degno di un paese che si vuole definire civile».

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