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La Gendarmeria del Papa «Il viaggio può cambiare»

Il comandante Giani: «In caso di rischi pronti a modifiche» Francesco partirà il 25 per Kenya, Uganda e Centrafrica

La Gendarmeria vaticana è pronta ad apportare piccole modifiche al viaggio di Papa Francesco in Africa nel caso di minacce e rischi concreti. Non è un mistero che il Pontefice si rechi in zone molto pericolose, teatro di forti tensioni, soprattutto in Repubblica Centraficana, paese sull’orlo della guerra civile. Ad ammettere che non si tratta di un viaggio tranquillo è stato il comandante della Gendarmeria, Domenico Giani, in un’intervista a Tv 2000: «Se dovessero esserci dei rischi per la popolazione civile e i militari del contingente Onu, che sono lì per una missione di pace, il programma potrebbe subire qualche piccola modifica». Prima di far visita alla Repubblica Centrafricana, Francesco si recherà in Kenya (dove arriverà mercoledì 25 novembre) e poi in Uganda (27 novembre). Il Santo Padre non ha alcuna intenzione di farsi dettare l’agenda dal terrorismo. Nonostante i fatti di ieri in Mali, con il massacro all’hotel Radisson Blu a Bamako, il viaggio non verrà cancellato. «Il Santo Padre desidera molto mantenere questa tappa e compiere questo gesto in una zona particolare dove ci sono gli scontri tra i cristiani e i musulmani, seleka e anti-balaka - ha spiegato Giani - Francesco è il Papa del dialogo e dell’apertura. Vuole fare questo gesto in un luogo dove non solo si apre una Porta Santa (a Bangui in Repubblica Centrafricana il 29 novembre, ndr) ma si inizi anche, come ha detto lui, l’apertura del cuore. Francesco vuole che dove non c’è dialogo si cominci a dialogare. Faremo di tutto affinché il viaggio si possa fare ma nelle condizioni di sicurezza, perché dobbiamo pur sempre tutelare il Papa e di conseguenza tutelare tutti gli altri». Il calendario quindi, eccetto piccole modifiche, dovrebbe essere questo: arrivo a Nairobi il 25 novembre alle 17; il giorno seguente ci sarà un incontro interreligioso e una messa nel campus universitario della capitale kenyota; venerdì 27 Francesco visiterà il quartiere povero di Kangemi e, nel pomeriggio, volerà in Uganda dove incontrerà le autorità e un gruppo di catechisti; sabato 28 si recherà nei due santuari dedicati ai martiri ugandesi da cattolici e anglicani e alla Casa di carità di Nalukolongo; il 29 giornata conclusiva a Bangui con apertura della Porta Santa e visita a un campo profughi. Ovviamente a destare preoccupazione in Vaticano non è solo il viaggio africano ma anche la sicurezza durante il Giubileo che inizierà l’8 dicembre. Il capo della Gendarmeria è comunque fiducioso: «Escludere a priori la minaccia sarebbe da incoscienti. La minaccia in generale dobbiamo dire che esiste, ma non siamo a conoscenza di minacce specifiche nei confronti del Santo Padre: questo non vuol dire che non possano esistere».

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