Leggete quel che dice Abdelmajid Kinani, imam di Monfalcone. Leggetelo bene perché la sua è una presa di posizione netta contro i killer di Parigi. La miglior risposta al cosiddetto Islam moderato che fatica a condannare i terroristi. Questo, e solo questo, è l’Islam che ci piace. Una condanna semplice non basta. È arrivato il momento di fare la nostra parte per dimostrare che l’Islam non ha nessuna relazione con gli attentati, con le stragi e con le minacce di guerra. Atteggiamenti colpevoli che non hanno nulla a che vedere con l’Islam né con la sua storia. I terroristi non sono musulmani, ma assassini che agiscono in maniera barbarica perché chi va contro l’insegnamento dell’Islam non è musulmano. Uccidere gente innocente a sangue freddo non è da musulmani. I giovani istigati alla morte non hanno ricevuto una educazione di fede, ma sono usati da uomini che hanno un unico scopo: scatenare la guerra fra religioni. Io non dormo più e mi metto nei panni di chi ha subito tale crudeltà e trovo la forza di dire che un musulmano non si comporterebbe mai così. Sono convinto che in Italia non accadrà mai quello che è successo in Francia. I problemi di Parigi non sono quelli di Roma. Ogni paese ha emergenze diverse. I cittadini italiani, tutti i giorni, ci lanciano segnali di integrazione e non danno nessuna ragione a qualsiasi musulmano di reagire con la violenza o anche solo di pensare a una reazione cruenta. I musulmani che vivono in Italia sono gente semplice con la testa occupata a cercare lavoro e portare il pane a casa. La crisi economica ha acuito i livelli di povertà e i musulmani pensano a come vivere e sopravvivere. Non certo a seminare morte. Noi non parliamo tanto, ma diamo e riceviamo rispetto custodendolo nel nostro cuore. Mandiamo i nostri bambini a scuola convinti che saranno trattati come gli altri. È come se fossimo a casa nostra. Conviviamo per costruire insieme un futuro migliore. E i bambini svolgono un ruolo importante. Insegniamo loro a comportarsi bene e a condividere ricordando sempre che in Italia siamo ospiti. Quando un figlio torna a casa e dice «Papà, gli altri bambini mi dicono "sei musulmano, sei assassino e non puoi fare amicizia con questi qui, sei fuorilegge"» noi dobbiamo parlare, spiegare che non bisogna arrendersi e continuare a vivere per farsi conoscere e sconfiggere la paura e la menzogna. Oggi è più difficile. Ormai è come nuotare controcorrente, ma non ci possiamo fermare, dobbiamo puntare a farci giudicare per quello che siamo, non per quello che fanno i terroristi. Perché i terroristi non sono musulmani. Noi, pacifici e rispettosi, noi sì, siamo musulmani. (Stralci tratti dal video-colloquio con il Piccolo di Trieste)
Io, imam, dico: chi uccide così nega il Corano
di Abdelmajid Kinani, imam di Monfalcone