Attualità

Racket dell’accattonaggio, condanne pesanti

MILANO Una sentenza esemplare contro la tratta di esseri umani. È quella emessa ieri dal gup di Milano Alessandro Santangelo che ha inflitto condanne pesantissime col rito abbreviato a cinque nomadi...

MILANO Una sentenza esemplare contro la tratta di esseri umani. È quella emessa ieri dal gup di Milano Alessandro Santangelo che ha inflitto condanne pesantissime col rito abbreviato a cinque nomadi romeni accusati di riduzione in schiavitù e tratta di schiavi. Gli imputati erano accusati di avere gestito per mesi il racket dell'accattonaggio nel capoluogo lombardo. L’inchiesta, coordinata dal pm Piero Basilone, aveva accertato che una ventina di persone, in molti casi disabili, sono state portate dalla Romania in Italia, in alcuni casi con la promessa di un lavoro stabile, in altri dopo essere state comprate. Una volta a Milano, le vittime venivano sottoposte a ogni genere di sevizie e costrette ad elemosinare, a forza di botte, ai semafori e sulla metropolitana oppure a rubare. Se l’«incasso» della giornata era inferiore ai 30 euro, venivano violentemente picchiati. Le vittime del racket venivano anche «vendute» da un clan all’altro. Nel novembre del 2014, la Polizia Locale aveva eseguito 14 ordinanze di custodia cautelare in carcere: oltre ai 7 imputati ieri, altri 6 sono stati estradati dalla Romania e sono imputati in un altro processo ancora in corso. Uno è latitante. Il gup ieri ha assolto due dei sette imputati. Agli altri sono state inflitte pene che vanno da 3 anni e 4 mesi di reclusione, la più bassa, fino a due condanne a dieci anni anni e otto mesi.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.