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Morto operaio all'Ilva di Taranto

È stato travolto da un grosso tubo. Sindacati convocano uno sciopero. Il presidente della Regione Puglia: "Serve decreto urgente per salvare operai e fabbrica"

Un operaio di una ditta appaltatrice è morto, travolto da un grosso tubo, nello stabilimento Ilva di Taranto. La vittima, che aveva 45 anni, si chiamava Cosimo Martucci e risiedeva a Massafra (Taranto). L'incidente si è verificato poco fa nell'area di agglomerazione dell'azienda, dove la vittima insieme ad altri operai, era al lavoro e, per cause in corso d'accertamento, è stato schiacciato dal tubo, restando ucciso sul colpo. Immediata la convocazione di uno sciopero dalle 11 di oggi da parte dei sindacati degli operai dell'Ilva e delle ditte appaltatrici, per protestare per le condizioni di lavoro. L'azienda, intanto, ha confermato che l'incidente si è verificato durante lo scarico dei tubi da un autotreno.   Ilva apre inchiesta Nel frattempo Ilva Spa in amministrazione straordinaria ha aperto un'inchiesta "per accertare eventuali responsabilità" a seguito della morte di Martucci. Inoltre l'azienda ha sospeso "cautelativamente le attività del cantiere in cui operava l'impresa in attesa di chiarimenti su quanto accaduto". L'azienda dell'appalto era impegnata "con uomini e mezzi propri" nel reparto di agglomerazione. Martucci era impegnato "nel trasporto di tratti di una condotta - spiega Ilva - che, durante le operazioni di movimentazione effettuate all'interno dell'area di cantiere assegnata all'impresa esterna, per cause ancora in fase di accertamento, lo avrebbero colpito provocandone il decesso".    Affida a un tweet il suo commento il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano che, chiede anche un decreto urgente   Ancora un operaio, Cosimo Martucci, morto all'Ilva di Taranto. Occorre decreto urgente anche per salvare gli operai, non solo la fabbrica — Michele Emiliano (@micheleemiliano) 17 Novembre 2015

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