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Il piano degli ospedali romani in caso di attacchi terroristici

Se Roma fosse colpita da una serie di attentati terroristici come è accaduto a Parigi, sarebbe in grado di gestire l'emergenza di centinaia di morti e feriti? La questione sanitaria legata a eventi...

Se Roma fosse colpita da una serie di attentati terroristici come è accaduto a Parigi, sarebbe in grado di gestire l'emergenza di centinaia di morti e feriti? La questione sanitaria legata a eventi di questo tipo è stata oggetto delle riunioni della Cabina di regia sul Giubileo, ma quasi nulla è trapelato. Esistono piani di sicurezza in Prefettura, che sono secretati, e che coinvolgono, oltre alle forze dell'ordine, l'Ares 118, i Vigili del fuoco e la Protezione civile. Questi piani sono tarati su scenari e situazioni diversi e prevedono modalità di coordinamento e collaborazione tra tutti gli enti preposti, a diverso titolo, alla sicurezza del cittadino. In ogni ospedale, però, esiste il «Peimaf», ossia il Piano Emergenza Interno Massiccio Afflusso Feriti. Si attiva nel giro di un'ora e libera gli spazi a disposizione nel sistema di emergenza: dalle sale operatorie al Pronto soccorso, richiamando la disponibilità di tutto il personale. «Al San Camillo, per esempio, vengono svolte esercitazioni periodiche del Peimaf - spiega il responsabile dei piani di emergenza, Angelo Orelli - Funziona così: l'Ares 118 attiva il triage e informa dell'arrivo dei feriti divisi per codice. A questo punto l'ospedale evacua alcune aree e si prepara all'arrivo massiccio di feriti, senza però interrompere le altre attività». In questo quadro emergenziale, diventa fondamentale l'opera di ristrutturazione e ampliamento dei Pronto soccorso di 12 ospedali romani avviata dalla Regione. Venerdì il premier Renzi e il presidente Zingaretti, inaugureranno il nuovo Pronto soccorso del Santo Spirito, in prima linea in caso di necessità vista la posizione a due passi dal Vaticano. Poi toccherà alle altre strutture. «Da noi i lavori finiranno il 30 novembre - ha sottolineato il dg del San Giovanni, Ilde Coiro - Mi auguro che durante il Giubileo non accada nulla, ma è chiaro che dobbiamo farci trovare preparati». Stessa situazione al policlinico Umberto I. «Siamo pronti ad affrontare qualsiasi tipo di emergenza - ha detto Dire il dg, Domenico Alessio - Abbiamo il piano di emergenza e nello specifico abbiamo attrezzato il Pronto soccorso di una holding area con 12 posti letto, praticamente un ospedale all'interno dell'ospedale, che servirà ad alleggerire il flusso di pazienti».

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