Non c’è niente di più ripetitivo della retorica della pace e dei suoi cantori - da Gino Strada a Giuliana Sgrena passando per tutto quel mondo arcobaleno che ce l’ha con la guerra, senza se e senza ma dicono loro (e sai che sforzo!). Il mondo cambia, accadono l’11 settembre 2001 e il venerdì nero di Parigi, il 13 novembre 2015, i terroristi, da Al Qaeda all’Isis, continuano ad assassinare ma le frasi dei pacifisti restano le stesse. Tutto cambia, tranne il loro frasario. «È un refrain che sentiamo sempre - ha detto ieri Gino Strada, in televisione, ospite su Rai 3 - Ogni volta c’è stato un salto di qualità. Ma quello che sta succedendo è o non è legato anche alla politica di guerra? (..) È possibile che non riusciamo a pensare un mondo senza guerra? Siamo l’unica specie che si fa la guerra. La guerra distrugge pezzi di umanità, è contro l’uomo, è disumana. Dobbiamo toglierci la guerra dalle palle, come si suol dire» . In attesa che Strada riesca dove ha fallito Gesù Cristo, sentiamolo ancora. «La guerra - parola di Gino - è lo strumento più crudele e più stupido che si possa immaginare e non funziona nemmeno. Se si va a guardare indietro nella storia, le guerre sono state sempre decise dai ricchi e dai potenti che hanno mandato a morire i figli dei poveri. Non ci sono popoli che vogliono la guerra», altrimenti «i governi non dovrebbero raccontare palle per mandare la gente in guerra». «Gino, ma che sta a di’», direbbero a Roma, forse si è distratto ma a Parigi la lotta di classe, ricchi e poveri, non c’entra una mazza perché i terroristi in nome di Allah hanno fatto strage dei nostri giovani, di noi occidentali, nei luoghi della nostra libertà. Il fatto è che questa storia della guerra per Strada è un chiodo fisso. Nel 2002, a novembre, partecipando al Social Forum di Firenze, manifestazione - manco a dirlo - contro la guerra (a poco più di un anno di distanza dall’attentato alle Torri Gemelle), spiegava: «Sono qui per dire no alla guerra. Di più posso solo dire che noi come medici vediamo in faccia le vittime, che sono la sola verità di ogni guerra». E ancora: «I traffici, i dittatori, i mostri che spesso sono gli amici di prima e che adesso si vogliono combattere sono solo gli effetti collaterali delle guerre». «La verità grave è che in ogni guerra si massacrano esseri umani e bisogna dire basta» per poi aggiungere «nessuna guerra nel futuro dei nostri figli». Glielo andasse a spiegare Gino Strada, ai signori dell’Isis - che dei nostri figli hanno fatto strage a Parigi e che vogliono conquistare Roma - senza se e senza ma. Magari nel farlo dovrebbe evitare frasi (che ha detto in passato) tipo, «I ragazzi di Al Qaeda sono dei fanatici non diversi da certi hooligan imbecilli del tifo calcistico» oppure come quando, era il dicembre 2003, in una intervista a Rinascita, allora settimanale del Pdci (partito dei comunisti italiani), disse a proposito di un appello al «Cessate il fuoco»: «Si rivolge ai terroristi, non solo ai terroristi islamici, a quelli che si fanno saltare in aria, ma a tutti i terroristi in primis al signor George W. Bush (ndr, all’epoca presidente Usa) che guida il più grande Stato canaglia del mondo». E ancora: «La gente inizia ad aver paura. Paura di andare allo stadio, al supermercato, di prendere la metro». Già, la gente ha paura, ma dei terroristi islamici, altroché Bush Jr. È che questi pacifisti son così, non gli parlare di Stati Uniti, di Occidente e di Oriana Fallaci. Sull’Oriana, autrice dopo l’11 settembre di quello scritto emotivo e profetico che è La rabbia e l’orgoglio, i cortei pacifisti arcobaleno si sono esercitati in slogan vari. Da «meglio un Pacciani (ndr, Pietro, quello del mostro di Firenze) in casa che una Fallaci all’uscio» sino a «la nonna degli Unni». Perché sull’Oriana si può tutto ma guai a prender per il culo (o fare vignette) sull’Islam. Quelli si incazzano. Meglio cantargliene agli occidentali. E Strada gliele canta, eccome. 2003. In un’intervista (a la Repubblica) gli chiedono, «Bush è il nuovo Hitler? Lo dice persino qualche intellettuale. Lo pensa anche lei?». Risposta di Strada. «Siamo a un passo dalla guerra mondiale e forse da una guerra nucleare.Gli Usa sono pronti ad attaccare, con o senza l’Onu. Mi pare che le analogie con Hitler siano evidenti. Basterebbe chiederlo ai 6 miliardi di cittadini del mondo: chi è secondo voi il nuovo Hitler del terzo millennio? Sarebbe un plebiscito per Bush, sono sicuro». 2014, circa undici anni dopo. «Non mi illudo che l’Isis sia democratico e liberale, figurati! Ma in questo disastro c’è tutto il Medio Oriente, un’area completamente esplosa. Il punto è che quando uno decide di ammazzare qualcun altro, la modalità è secondaria. C’è chi taglia la gola, chi usa armi chimiche, chi bombarda coi droni: ognuno con le sue armi cerca di fare la pelle a qualcun altro». Stessa Strada. Solita storia.
Gino non cambia Strada "Guerra gioco dei potenti"
Il fondatore di Emergency contro le operazioni belliche. Ma le gaffe su Bush e Al Qaeda lo rendono non credibile
