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Gli sfasciavetrine mettono a ferro e fuoco Bologna

Forze dell'ordine a difesa della "zona rossa", Piazza Maggiore affollata per il comizio del centrodestra. Due fermati e un poliziotto ferito LEGGI ANCHE Sabotata la ferrovia Bologna-Milano e scritte anti-Lega

Due attivisti fermati, un funzionario della polizia ferito, numerose cariche e scontri tra polizia e manifestanti. Ore di tensione. La "rossa" Bologna si sveglia blindata per l'arrivo di Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. E il comizio del centrodestra a piazza Maggiore scatena centinaia di sfasciavetrine che, organizzati in più cortei, hanno messo a ferro e fuoco la città.   La cronaca Momenti di tensione durante la manifestazione dei centri sociali contro la presenza del leader della Lega Nord Matteo Salvini, a Bologna. Gli attivisti (circa 200) hanno cercato di portare il cordone delle forze dell'ordine alla fine del ponte di via Stalingrado. Sono volate, a più riprese, alcune manganellate per respingere i manifestanti. Gli attivisti dei centri sociali stanno provato a fronteggiare polizia e carabinieri con l'intento di rompere il blocco e accedere al centro città. La tensione è alta anche perché, in contemporanea, è arrivato un altro corteo di manifestanti partito da piazza XX Settembre e giunto nei pressi di Porta Mascarella, a poca distanza dal ponte dove sono avvenute le cariche di alleggerimento. Numerosi i cori e i fischi contro le forze dell'ordine.         Corteo "rosso" vicino Piazza Maggiore Una parte di corteo dei centri sociali e collettivi ha raggiunto piazza Re Enzo, a pochi metri da Piazza Maggiore, dove si svolgeva il comizio della Lega. A sbarrare l'accesso alla piazza un cordone di poliziotti in tenuta anti sommossa. Nessuno scontro ma fischi e slogan come "via i fascisti da Bologna". "Chi non salta comunista è" la risposta dei leghisti.         Roghi contro l'alta velocità Il "buongiorno" lo avevano già dato gli ignoti che ben prima dell'alba hanno appiccato il fuoco in quattro punti della linea ferroviaria dell'Alta velocità Bologna-Milano, e hanno scritto a terra con della vernice rossa: "Sabotiamo un mondo di razzisti e di frontiere". Un chiaro messaggio alla Lega Nord e al suo leader Matteo Salvini.     Salvini in piazza "Non è normale che per manifestare in una piazza bella di una città aperta, libera, democratica e generosa si debba chiedere il permesso a qualche zecca da centro sociale che di notte danneggia una linea ferroviaria lasciando a piedi decine di migliaia di persone. Spero che qualcuno finisca in galera e che ci sia una ferma condanna da parte di tutti". Lo ha ribadito Matteo Salvini, da piazza Maggiore, commentando il sabotaggio alla linea ferroviaria. "Si può non essere d'accoro con la Lega e Salvini ma non distruggere le ferrovie". Il leader del Carroccio è stato accolto in piazza dai tanti sostenitori che gli hanno chiesto una stretta di mano o un selfie.

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