Prevenire la corruzione anche nel settore della Sanità. È l’obiettivo del documento presentato ieri mattina dal ministro Beatrice Lorenzin e dal presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone. Un’esigenza impellente anche alla luce dell’inchiesta su «Mafia Capitale». Tra le carte depositate dai pm Giuseppe Cascini, Paolo Ielo e Luca Tescaroli, infatti, c'è un rapporto dell'Anac del 7 agosto scorso, firmato dal presidente Raffaele Cantone e carte relative alla la gara d'appalto per il centro unico di prenotazione della Regione Lazio. Le aree di rischio riguardano contratti pubblici, incarichi e nomine, gestione delle entrate, delle spese e del patrimonio controlli, verifiche e ispezioni. A tale proposito è prevista una sezione dedicata alla sanità su cui hanno lavorato ministero della Salute, Autorità anticorruzione e Agenas. Negli ambiti appena citati, l’obiettivo è aiutare le organizzazioni con esempi concreti di revisione interna dei processi. «Il tutto - ha detto Lorenzin - al fine di sistematizzare le informazioni, evitare una visione parcellizzata delle responsabilità, favorire la comunicazione tra parti interdipendenti di un sistema, sburocratizzare e promuovere la cultura del valore delle risorse pubbliche». Dopo una prima ricognizione del sistema è stata evidenziata l'esigenza di fornire indicazioni metodologiche e strumenti operativi specifici per orientare al meglio l'analisi dei processi e, come dicevamo, la revisione dei sistemi di gestione, controllo e monitoraggio interni. Il documento fornisce anche chiare indicazioni su ulteriori aree a rischio specifico alle quali rivolgere la massima attenzione: attività libero professionale e liste di attesa; rapporti contrattuali con privati accreditati; farmaceutica; dispositivi ed altre tecnologie; ricerca; sponsorizzazioni; sperimentazioni e attività conseguenti al decesso in ambito intraospedaliero. «Insieme alle regioni, gestiamo 111 miliardi di euro che sono il fondo unico nazionale - ha spiegato ancora il ministro - È la seconda spesa pubblica per importo in Italia ed è evidente che ogni euro della sanità debba essere utilizzato per il totale interesse del cittadino. Con questo aggiornamento del piano vogliamo dire no alla mala gestio che viene in particolare dalla corruzione. Cerchiamo di promuovere la trasparenza dei dati per prevenire i fenomeni della corruzione, e, anche nella legge di stabilita, abbiamo messo la pubblicazione obbligatoria dei bilanci delle aziende ospedaliere». Lorenzin ha poi aggiunto di aver elaborato «nuovi criteri dei direttori generali delle ASL. Questo, ha detto «è un manuale di procedure anticorruzione che diamo a disposizione delle singole strutture per prevenire fenomeni corruttivi». Il presidente dell’Anac ha parlato di «una piccola rivoluzione copernicana». «Credo che il processo su Mafia Capitale sia un processo importantissimo, ma, resto dell'idea che la prevenzione e non vada fatta solo nel corso di un processo, ma bisogna mettere in campo dei meccanismi che possiamo chiamare anticorpi, che possano prevenire il fenomeno della corruzione», ha ribadito il presidente Anac. «Le cifre che circolano» sul «valore» della corruzione in sanità «sono inattendibili, anche il computo di 60 miliardi della Corte dei conti è solo matematico, come precisato dalla stessa Corte - ha spiegato Cantone - Mi limito a dire che i danni anche collaterali del fenomeno sono enormi, anche se difficili da stimare». E uno dei settori dove intervenire con priorità è quello «delle liste di attesa» per le prestazioni sanitarie. Il responsabile dell’Anac, ha parlato di chi, «in presenza di liste di attesa, magari di tre mesi», propone strutture "alternative" spesso «private. Si sono verificati centinaia di casi, o casi in cui sono state "bypassate" le liste di attesa. L'ipotesi ideale sarebbe che si rendessero pubbliche, ma è impossibile per ragioni di privacy e si potrebbero creare danni anche superiori alla corruzione». Cantone pensa a «controlli a campione, ad esempio sul fatto che quell'intervento, programmato in quel giorno, rispetti o meno le liste di attesa, o se ci sono troppi soggetti che non si presentano all'intervento - ha detto - Occorre un esame accurato delle liste di attesa, e la loro valutazione dovrà essere uno degli elementi indicativi sul piano della prevenzione della corruzione, perché se so che c'è qualcuno che controlla le liste, farò attenzione a usare meccanismi corrotti».
Tangenti nascoste nelle liste d’attesa
Nel processo Mafia Capitale le carte sulle gare d’appalto nel Cup laziale Cantone: controlli campione per verificare il rispetto delle prenotazioni
