Attualità

Putin sospende i voli russi sull’Egitto

Sotto accusa la sicurezza all’aeroporto di Sharm el-Sheik L’analisi delle scatole nere conferma l’ipotesi della bomba a bordo

Dopo Regno Unito e Irlanda anche la Russia blocca i voli verso Sharm el Sheikh. Stessa decisione è stata presa dalla Turkish Airlines. La Lituania, invece, ha chiesto ai suoi cittadini di non volare sulla penisola del Sinai e Alitalia ha fatto sapere che ha «predisposto un rafforzamento delle misure di sicurezza sull’aeroporto de Il Cairo», sospendendo anche il «trasporto merci e corrispondenza nelle stive» e non accettando «bagagli che viaggiano senza proprietario». Dopo lo schianto dell'Airbus avvenuto sabato scorso, dunque, la tensione per quanto accaduto in Egitto non cala. Se in un primo momento sia Putin che il presidente egiziano hanno escluso che la causa dell'incidente all'aereo, che trasportava 220 turisti russi di ritorno dal Mar Rosso, fosse da collegare ad un attentato, ieri qualcosa è cambiato. Dall'analisi delle scatole nere, infatti, prende sempre più corpo l'ipotesi dell'attacco terroristico, così come emerso nei giorni scorsi da indiscrezioni filtrate dai servizi segreti statunitensi e britannici. Cia e MI5 sembrano concordi nel ritenere che a bordo del velivolo ci fosse una bomba, forse nascosta nella stiva in mezzo ai bagagli. E ieri, da ambienti vicini a chi sta conducendo le indagini, è arrivata la conferma. L'analisi di entrambe le scatole nere dell'Airbus-321, infatti, consentirebbe di «privilegiare notevolmente» l'ipotesi di un attentato terroristico grazie alla registrazione del rumore di un'esplosione che sembra essere avvenuta all'interno del velivolo. La tesi della bomba a bordo, suggerita anche dalla Francia e dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che ieri ha apertamente detto che crede «vi sia la possibilità che vi fosse una bomba a bordo e noi la stiamo prendendo molto seriamente», mettendo sotto accusa i controlli delle autorità egiziane all'interno dell'aeroporto di Sharm el-Sheik. L'ordigno, infatti, potrebbe essere arrivato all'interno della stiva dell'Airbus eludendo la sicurezza che magari, tra i suoi addetti nascondeva un complice degli jihadisti. E il Dipartimento americano per la sicurezza interna ha nel frattemtpo potenziato i dispositivi di controllo e sicurezza per tutti quei voli diretti negli Stati Uniti e provenienti da Egitto e Sinai. Al momento, dunque, nonostante l’attentato terroristico]rimaga ancora solo un’ipotesi, i paesi europei, e non solo, cambiano idea sulla linea politica da seguire. In primis la Russia che ha deciso di bloccare il sorvolo degli aerei civili sulla penisola egiziana. Anche se il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha detto che la misura, rimarrà in vigore «finchè non sarà stato stabilito di nuovo il necessario livello di sicurezza», l’allarme rimane alto tanto da indurre l’Egitto a schierare le forze speciali all’interno dell’aeroporto di Sharm el-Sheik per garantire l’incolumità dei passeggeri. Procede a rilento, invece, il rientro dei turisti presenti nel Mar Rosso. Ieri in serata «Easy Jet» ha cancellato il volo che avrebbe dovuto riportare a Malpensa 180 italiani presenti a Sharm el-Sheikh. «Il piano di recupero dei passeggeri italiani - ha reso noto la compagnia - previsto per questa sera non è più attuabile, contrariamente a quanto precedentemente annunciato, e il volo da Sharm el Sheikh a Milano Malpensa non sarà più operato». A Londra-Gatwick ieri è atterrato il primo dei voli che ha riportato nel Regno Unito alcuni dei turisti britannici. altri voli previsti non sono partiti.

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