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Quel computer violato e le faide interne

Sembra che Bergoglio si sia infuriato con lui anche per la vicenda della «terrazzata» a San Pietro, cioè il «ricevimento» organizzato da Lucio Vallejo Balda in occasione della canonizzazione di...

Sembra che Bergoglio si sia infuriato con lui anche per la vicenda della «terrazzata» a San Pietro, cioè il «ricevimento» organizzato da Lucio Vallejo Balda in occasione della canonizzazione di Giovanni Paolo II. Ma il vero pomo della discordia vede contrapposti il cardinale spagnolo Lucio Vallejo Balda e Libero Milone, il professionista scelto da Francesco a giugno con il compito di supervisione e controllo di tutta la finanza vaticana. E ha a che vedere proprio con questa promozione a revisore generale della Santa Sede. Secondo indiscrezioni interne alla «cittadella» d’Oltretevere, Vallejio avrebbe digerito male la nomina, andando in giro a dire che quel posto spettava a lui e che il Papa gliel’aveva promesso testualmente. Un colloquio che l’iberico avrebbe perfino registrato, per poi farlo ascoltare ai suoi interlocutori nel corso della sua puntuale e pervicace opera di denigrazione. Le «gole profonde» vaticane, poi, sostengono che Vallejo ha pure fatto risalire la conquista della nuova carica da parte di Milone a un inciucio della segreteria di Stato, che avrebbe fatto intervenire il Pontefice sebbene egli fosse nolente. Ed è andato ripetendo che il nuovo revisore sessantasettenne scelto da Francesco è un incompetente. Fatto che ha causato grandde inbarazzo tra le mura del piccolo Stato che sorge sul lato destro del fiume capitolino. E ancora. Recentemente, Vallejo avrebbe organizzato colloqui con i dipendenti della Prefettura. Obiettivo: il licenziamento di alcuni di questi, operazione che lo spagnolo, però, avrebbe attribuito alla volontà di Milone. I suoi detrattori, inoltre, l’avevano già indicato come l’autore di fughe di notizie, di cui lui (dicono i suddetti) accusava, invece, gli impiegati prefettizi. La cosa strana (e anche un po’ preoccupante) è che pochi giorni fa, come ha dato notizia in esclusiva Il Tempo, è stato violato il computer di Milone nell’ufficio di via della Conciliazione. Il revisore generale ha subito denunciato il fatto alla Gendarmeria vaticana e ora sono in corso indagini. A colpire, tuttavia, è il fatto che proprio in questo periodo Milone stava introducendo un nuovo sistema informatico di contabilità che raccoglierà tuti i dati rise rvati del Vaticano e renderà tracciabile qualsiasi inserimento di estranei. La violazione di fine ottobre, dunque, assume contorni ancora più inquietanti.

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