Il rappresentante permanente della Libia all'Onu, Ibrahim Dabbashi, fa retromarcia sull’allarme navi italiane nelle acque territoriali libiche, lanciato l’altro ieri dal governo di Tobruk. «Prima di muovere l'accusa che tre navi da guerra italiane siano entrate nelle acque libiche servono conferme, per ora non ho nessun riscontro», ha detto ieri Dabbashi, il qualoe ha anche sottolineato di «non credere» che le unità navali fossero italiane. Intanto gli italiani continuano a smentire la notizia. «È falsa. Le nostre navi, che stanno pattugliando il Mediterraneo, erano in acque internazionali ben aldiquà delle acque territoriali libiche. La nostra nave non ha registrato nessun sorvolo di caccia libici. Le tensioni attuali in Libia sono legati alla volontà di influire o addirittura mandare a monte i negoziati che vengono portati avanti dall'emissario Onu», ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti. «L'accusa, infondata, rivolta all'Italia per un mai avvenuto sconfinamento delle navi, aveva un chiaro significato politico: creare confusione in vista del pronunciamento del Parlamento di Tobruk sul progetto di coesione istituzionale, che porti finalmente la Libia a un governo di unità nazionale», ha osservato invece Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri. «L'Italia è in prima linea nel progetto che mira a dare finalmente un governo unitario alla Libia e si è voluto colpire il nostro Paese anche attraverso il vile atto vandalico compiuto nel cimitero italiano».
La Libia fa dietrofront sulle navi tricolori
Il rappresentante permanente della Libia all'Onu, Ibrahim Dabbashi, fa retromarcia sull’allarme navi italiane nelle acque territoriali libiche, lanciato l’altro ieri dal governo di Tobruk. «Prima di...
