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Isis, esce dal carcere il complice «italiano»

Dal carcere di Opera al Cie di Torino. Abdelmajid Touil, il 22enne marocchino arrestato a Milano con l’accusa di aver partecipato alla strage del museo Bardo a Tunisi, in cui sono morte 24 persone...

Dal carcere di Opera al Cie di Torino. Abdelmajid Touil, il 22enne marocchino arrestato a Milano con l’accusa di aver partecipato alla strage del museo Bardo a Tunisi, in cui sono morte 24 persone tra cui quattro turisti italiani, potrebbe fare presto rientro nel paese d'origine perché destinatario di un decreto di espulsione perché clandestino. Ieri la Corte d’Appello di Milano ha negato l’estradizione in Tunisia dove l’imputato rischiava la condanna a morte. Nella sentenza la Corte ha tenuto conto che la «convenzione bilaterale di estradizione Italia-Tunisia non prevede alcun meccanismo della conversazione della pena di morte in altra sanzione detentiva, né l’autorità tunisina ha fornito alcuna assicurazione sulla non esecuzione della pena capitale». E dunque automaticamente è arrivata anche la revoca della misura cautelare in carcere, dove il giovane era rinchiuso da cinque mesi. La Procura, inoltre, ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta in cui è accusato di strage e terrorismo internazionale. Una buona notizia per il ragazzo, che comunque non ha riacquistato la libertà. Subito dopo aver lasciato il carcere di Opera, Touil è stato portato in Questura a Milano perchè «dopo lo sbarco, avvenuto a Porto Empedocle il 17 febbraio scorso, era già stato colpito da un provvedimento di respingimento emesso dal questore di Agrigento, con l’ordine a lasciare il territorio dello Stato entro 7 giorni; provvedimento non ottemperato». Ad oggi, dunque, «la sua posizione - si legge in una nota - è di irregolarità sul territorio italiano e pertanto nei suoi confronti è stato adottato un provvedimento di espulsione». Per la procura di Milano alla base delle accuse formulate dalla Tunisia a carico di Touil (strage e terrorismo internazionale), c’è un equivoco collegato ad una scheda telefonica acquistata dal marocchino e con cui ha contattato alcuni esponenti del clan terrorista autore della strage. Questi contatti sono avvenuti quando ancora la scheda era nella mani del ragazzo, ma gli interlocutori sarebbero stati da lui chiamati nella veste di scafisti e non di estremisti islamici. La Digos e la procura di Milano hanno accertato la presenza del 22enne in Italia proprio nei giorni dell’attentato. Ma Touil resterà indagato anche dalla Procura di Milano per terrorismo internazionale.

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