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I missionari di Don Bosco in trincea contro Ebola

«Quando in Liberia è scoppiata l’epidemia di Ebola noi eravamo lì e lì siamo rimasti per aiutare la popolazione: questo significa essere dei missionari». Esordisce così don Nicola Ciarapica,...

«Quando in Liberia è scoppiata l’epidemia di Ebola noi eravamo lì e lì siamo rimasti per aiutare la popolazione: questo significa essere dei missionari». Esordisce così don Nicola Ciarapica, salesiano che da più di tre anni cerca di dare speranza alla martoriata popolazione di Matati, quartiere povero di Monrovia. «Lavoriamo dal 1989 nella capitale liberiana - continua il missionario - con l’obiettivo di fornire ai giovani un’istruzione di base e le conoscenze necessarie ad affrontare la durissima vita che li attende. In questo nostro lavoro la Fondazione «Don Bosco nel mondo» ci ha sempre supportato». A Matati, dove il 70% degli abitanti vive in baracche di foglie di zinco, la missione salesiana assiste la popolazione reduce dall’epidemia di Ebola, che, qui più che altrove, ha aggravato una situazione già difficilissima: «In questo momento ci stiamo concentrando principalmente nell’assistenza dei bambini rimasti orfani in seguito all’epidemia, cioè la parte più debole della popolazione», spiega don Ciarapica. L’obiettivo è quello di «garantire l’accesso all’istruzione, ai beni di prima necessità e ai farmaci per 200 bambini», anche grazie al potenziamento della scuola salesiana, punto di riferimento per il quartiere e per l’intera città. Allo stesso tempo, attraverso l’impegno della parrocchia, la missione cercherà di «fornire assistenza sanitaria di base a 50 famiglie, a partire da quelle più colpite da Ebola, unitamente a un’assistenza psicologica che oggi più che mai è necessaria in una zona come questa». Il progetto è supportato dalla Fondazione Don Bosco nel mondo che, attraverso la «Corsa dei Santi», sponsorizzerà il progetto, promuovendo una raccolta fondi tramite sms che durerà fino al primo novembre. «Solo grazie all’aiuto della Fondazione e di tutti quelli che vorranno aiutarci potremo ridare speranza a chi, altrimenti, non ne avrebbe affatto», chiosa don Ciarapica.

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