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Lascia il sottosegretario dei buoni benzina

Barracciu si dimette dopo il rinvio a giudizio per le "spese pazze" in Sardegna LEGGI ANCHE Quei 33mila euro di carburante che hanno mandato in tilt la difesa

«Fuori un’altra, avanti il prossimo!»: Così i grillini hanno commentato l’ennesima tegola sulla testa del governo Renzi. Francesca Barracciu, sottosegretario Pd ai Beni Culturali indagata e rinviata a giudizio nell’inchiesta sul presunto uso illecito dei fondi dei gruppi della Regione Sardegna, alla fine ha mollato la poltrona. «Ritengo doveroso dimettermi - ha detto - ed avere tutta la libertà e l’autonomia necessarie in questa battaglia dalla quale sono certa uscirò a testa alta». Alle accuse del pubblico ministero la Barracciu aveva risposto soltanto una volta: «I 33 mila euro che mi contestate li ho spesi per pagare la benzina per l’attività politica». Ma i giudici la vedono in modo diverso e alla sottosegretaria è giunta una seconda contestazione. La cifra relativa all’accusa di peculato è lievitata a 81 mila euro. Ieri mattina si è trovata di fronte al giudice per le udienze preliminari: l’incontro è durato una manciata di minuti. Il giudice ha deciso che la sottosegretaria dovrà essere processata con l’accusa di peculato: prima udienza il 2 febbraio. L’inchiesta che coinvolge Francesca Barracciu è la stessa che negli ultimi tre anni ha coinvolto buona parte del mondo politico sardo. In novanta sono finiti nel mirino delle toghe: tutti accusati di aver usato per finalità personali i fondi dei rimborsi destinati ai gruppi politici. Qualcuno è già stato condannato, la maggior parte sta affrontando il dibattimento e l’inchiesta pare non sia ancora conclusa. «La notizia del rinvio a giudizio mi colpisce ed amareggia - ha commentato l’esponente del Pd - sia dal punto di vista personale, sia da quello dell’impegno e del lavoro che ho profuso in questi anni di politica ed amministrazione e che ho continuato a mantenere anche al governo. Con una dedizione assoluta all’incarico che mi è stato affidato e che riguarda il bene forse più prezioso del nostro Paese: la valorizzazione della sua bellezza, della sua cultura, della sua storia. Sono fiduciosa nel percorso della Giustizia e affronterò il processo con determinazione e serenità, nella certezza di essere totalmente innocente». La Barracciu ha proseguito affermando: «Voglio, inoltre, con lo spirito di responsabilità che da sempre mi accompagna, evitare che strumentalizzazioni politiche e mediatiche coinvolgano l’attività del governo - ha proseguito - e il fondamentale processo di riforma e di cambiamento che sta portando avanti per il bene del Paese. Per questo ritengo doveroso dimettermi dall’incarico di sottosegretario». E conclude: «Ringrazio il presidente del Consiglio e il ministro per l’opportunità che mi è stata offerta e le persone e le strutture che con me hanno collaborato e nelle quali ho sempre riscontrato tanta passione e generosità». Il premier Renzi ha commentato così: «Non ho chiesto le dimissioni di Francesca Barracciu. Credo che abbia fatto una scelta apprezzabile, ma per tutti vale il principio per cui finchè non ti condannano sei innocente. Lei si è dimessa e io le dico brava. Onore a Francesca Barracciu». Lorenzo Guerini, vicesegretario del Pd apprezza «il gesto di responsabilità. Siamo certi che da subito potrà dedicarsi a chiarire la sua posizione». Esulta Alessandro Di Battista, deputato 5 stelle: «Per noi chi è indagato per reati gravissimi (peculato, ovvero appropriazione del denaro dei cittadini per scopi privati) deve fare un passo indietro. Ma il rottamatore della legalità Renzi l’ha sempre difesa. Così come difende De Luca o Verdini».

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