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Stacchio: «Io ho ucciso. Difendersi è sacrosanto»

Il benzinaio vicentino sta con il pensionato: «Le vittime sono i cittadini, non i banditi freddati»

«Ma che deve fare uno, farsi ammazzare in casa? Difendersi è un diritto sacrosanto, io l’ho fatto». Graziano Stacchio, il benzinaio vicentino 66enne di Ponte di Nanto, che il 3 febbraio sparò e uccise uno dei rapinatori di una gioielleria sta con il pensionato di Vaprio D’Adda. Gli avevano già puntato contro il kalasnikov ma lui pensava a salvare la giovane cassiera in ostaggio.     Stacchio, anche lei, come Salvini e i vicini di casa, dice che ha fatto bene il pensionato che ha sparato e ucciso un romeno entrato in casa nel cuore della notte? «Il diritto all’autodifesa è inalienabile, non permettere al cittadino di difendersi, in assenza di leggi severe che ci tutelino, non è possibile. E se non capiscono che non si entra nelle case altrui nel cuore della notte, verrà il momento che lo capiranno».     Vuol dire che la corsa ad armarsi crescerà? «Io penso di sì, ma le cose sono due: o la gente si arma o la legge si fa più dura. Quando verrà data una pena esemplare le cose cambieranno».     Nell’attesa crescerà il farwest? «Sì ma poi potremo stare come in America con porte e finestre aperte. Il commento che ho fatto con mia moglie, appena ho saputo dell’ultimo bandito ammazzato, è che ci vorranno ancora 10-15 casi di persone innocenti (cioè i cittadini che subiscono e non i delinquenti che muoiono) e poi la storia finirà da sola».     E che succederà? «Che potremo vivere finalmente come in America con porte e finestre aperte».     Grazie all’autodifesa? «Sì perché il diritto dell’auto difesa, che è sacrosanto ti dà l’opportunita di non subire: quello se non reagiva subiva, lo avrebbero sbavagliato il giorno dopo, se andava bene. Ma il 90% dei casi ci lascia le penne. In quello stato d’animo i minuti sono eterni e, a trovarsi legati e imbavagliati, soffoca anche chi respira benissimo».     Ora però il pensionato che ha sparato è indagato per omicidio volontario perché al bandito non sono state trovate armi addosso.. «Questo perché la legge mette sullo stesso piano il delinquente e la vittima, che è chi subisce la rapina».     L’orefice di Napoli che recentemente ha ammazzato un raapinatore è stato minacciato di morte dai familiari su facebook.. «In un altro paese li avrebbero arrestati subito dopo le minacce».     Lei lo rifarebbe? «Continuo a ripensare a se mi fossi fatto i fatti miei, ma non potevo girarmi dall’altra parte. L’ho detto al convegno del Coisp lunedì. C’era anche Genny, la giovane cassiera che ho difeso. Lei, rimasta dentro il negozio insieme ad un bandito mentre gli altri tre prendevano a picconate la porta di sicurezza, era l’ostaggio per coprirsi la fuga».     Al raduno annuale del Coisp a Venezia lunedì c’era anche la vedova dell’ucraino ucciso nel tentativo di sventare una rapina.... «Mi ha fatto molta pena e tenerezza. Sono venuti nel nostro Paese per lavorare come tanti altri. Ma non sanno che da noi non è come quando le nostre imprese vanno in Romania dove leggi severe tutelano da chi delinque».

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