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In cella Gatti, il sammarinese più potente

Travolto dal ciclone dell'inchiesta nata dall'affaire Conto Mazzini

Il sammarinese più conosciuto fuori confine e considerato, fino a pochi anni fa, come l'uomo più potente del paese è finito in carcere. Anche Gabriele Gatti, 30 anni ai vertici della Dc del Titano, alla fine è stato travolto dal ciclone dell'inchiesta nata dall'affaire Conto Mazzini, denominata la «tangentopoli sammarinese». L'arresto risale a ieri mattina quando, a bordo di una Panda gialla, è arrivato nel carcere dei Capuccini, a San Marino Città, un trasferimento preceduto da lunghe perquisizioni a casa e in ufficio. Sul capo di Gatti pendono accuse che vanno dal riciclaggio alla corruzione, fino all'associazione a delinquere finalizzata al voto di scambio: il commissario della Legge Alberto Buriani, a capo del pool di magistrati che sta conducendo le indagini, lo ritiene responsabile di condotta illecita dal 1999 fino a oggi e il rischio di inquinamento delle prove e la reiterazione del reato di riciclaggio sono i motivi che lo hanno portato alla detenzione in cella. Segretario di Stato per gli Affari esteri per 16 anni, dall'86 al 2002, Gatti è uomo-simbolo degli anni d'oro di una San Marino riconosciuta allora come Paradiso fiscale, etichetta da cui oggi il Paese cerca di liberarsi.

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