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"Scontrino-gate" di Marino Finanza bussa all’Unicredit

Obiettivo: incrociare i dati bancari con quelli del Comune

Gli atti contabili della carta di credito comunale in dotazione al sindaco dimissionario Ignazio Marino finiscono nell’incartamento giudiziario della Procura di Roma. Ieri mattina il Nucleo di polizia tributaria della Finanza ha acquisito tutti i carteggi dalla banca Unicredit. L’obiettivo degli investigatori è di incrociare i dati bancari con quelli trascritti negli atti del Comune di Roma sull’uso della carta di credito. E mentre il pm Roberto Felici muove le sue pedine investigative per accertare il presunto peculato, la procura della Corte dei conti indaga per danno erariale. Negli atti acquisiti da entrambi gli uffici c’è anche la relazione dell’Oref, l’Organo di revisione economico-finanziario del Comune di Roma. Nella relazione si legge che «dall’esame degli atti trasmessi a questo Organismo (…) relative alle spese di rappresentanza richieste, sono emerse, a nostro avviso, diverse criticità che si ritiene debbano essere evidenziate, in quanto concernenti un elenco di spese che non presenterebbero la caratteristica della stretta correlazione con le finalità istituzionale dell’Amministrazione. Ad avviso di questo organismo le stesse devono essere accertate e attentamente analizzate dalle autorità competenti, in tutte le singole voci di spesa». Secondo l’Oref, dunque, l’ex sindaco Marino non avrebbe rispettato tutti gli adempimenti di legge nelle rendicontazioni: «In questo caso - è annotato nella relazione - per le spese sostenute con la carta di credito da parte dell’onorevole sindaco di Roma, sembra che tali adempimenti non siano stati posti». Infatti, risulta che «le spese di rappresentanza possono essere ritenute lecite solo se siano rigorosamente giustificate e documentate, con l’esposizione, caso per caso, dell’interesse istituzionale perseguito, della dimostrazione del rapporto tra l’attività dell’ente e la spesa, della qualificazione del soggetto destinatario e dell’occasione della spesa stessa». Un capitolo dell’indagine, inoltre, riguarda anche il recente viaggio di Marino a New York e Philadelphia (dal 23 al 29 settembre scorsi). Prima della partenza Marino ha voluto precisare che «il viaggio non lo pagheranno i romani». Le cose, però, sarebbero andate diversamente. Il consigliere comunale Alessandro Onorato della lista Marchini ha potuto prendere visione delle documentazioni, scoprendo che in realtà il Comune ha speso 22mila 85 euro per Marino, la consigliera diplomatica Rosanna Coniglio, il capo cerimoniale Francesca Piazza e per l’addetto stampa Miriam Lepore. Fin qui le presunte bugie dell’ex sindaco. Stando ai pentastellati, però, ci sarebbe dell’altro. A Philadelphia, infatti, Marino era stato invitato dalla Temple University per tenere un convegno dietro retribuzione, anche se il compenso non sarebbe stato accettato dall’ex primo cittadino. Secondo i 5stelle «appare evidente che l’offerta di un compenso professionale esclude che Marino abbia partecipato a detta conferenza in veste istituzionale e che pertanto il viaggio a Philadelphia potrebbe aver avuto natura mista privata-istituzionale».

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