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Viaggi e ristoranti, le carte sono in mano alla Finanza

La Finanza mette le mani sulle note spese di Ignazio Marino. Parte, così, il primo step dell’inchiesta giudiziaria che ha indotto l’ex sindaco di Roma a rassegnare le dimissioni. Tecnicamente il...

La Finanza mette le mani sulle note spese di Ignazio Marino. Parte, così, il primo step dell’inchiesta giudiziaria che ha indotto l’ex sindaco di Roma a rassegnare le dimissioni. Tecnicamente il fascicolo della Procura non contempla né ipotesi di reato né indagati. Ma il procuratore aggiunto Francesco Caporale e il pm Roberto Felici intendono verificare se siano fondate le accuse di Fratelli d’Italia e Movimento5stelle, secondo cui dietro l’uso della carta di credito del Comune in dotazione al primo cittadino si nasconderebbe un presunto peculato. Il pool reati contro la Pubblica amministrazione, infatti, intende procedere con cautela. Perché, al di là degli esposti e degli articoli di giornale, i pm intendono passare al setaccio le spese di questi due anni e mezzo di Marino sindaco. Non è escluso, infatti, che l’uso della carta di credito per motivi «personali» possa riguardare spese di esiguo valore, potendosi configurare anche la nuova disciplina della «tenuità del fatto» e, dunque, la non punibilità. Tuttavia nel calderone delle accuse, le spese sarebbero molto alte. Perché al di là delle cene con i familiari - spacciate per incontri istituzionali pare a insaputa dello stesso Marino - in ballo ci sono anche i 22mila 85 euro di soldi dei romani spesi per il viaggio, dal 23 al 29 settembre scorso, tra Philadelphia e New York. Prima della partenza Marino ha voluto precisare che «il viaggio non lo pagheranno i romani». Le cose, però, sarebbero andate diversamente. Il consigliere comunale Alessandro Onorato della lista Marchini ha potuto prendere visione delle documentazioni, scoprendo che in realtà il Comune ha speso 22mila 85 euro per Marino, la consigliera diplomatica Rosanna Coniglio, il capo cerimoniale Francesca Piazza e per l’addetto stampa Miriam Lepore. Fin qui le presunte bugie dell’ex sindaco. Stando ai pentastellati, però, ci sarebbe dell’altro. A Philadelphia, infatti, Marino era stato invitato dalla Temple University per tenere un convegno dietro retribuzione, anche se il compenso non sarebbe stato accettato dall’ex primo cittadino. Secondo i 5stelle «appare evidente che l’offerta di un compenso professionale esclude che Marino abbia partecipato a detta conferenza in veste istituzionale e che pertanto il viaggio a Philadelphia potrebbe aver avuto natura mista privata-istituzionale. Da qui deriverebbe l’impossibilità di poter imputare la totalità delle spese alle casse dell’Amministrazione comunale per fini istituzionali». A questo punto, concludono i pentastellati, «occorrono indagini approfondite per sapere se Marino abbia speso il suo viaggio attraverso la carta di credito del Comune».

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