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La precisazione

Padre Lombardi: «La pubblicazione rappresenta un atto di disturbo»

Chi a distanza di giorni ha pubblicato la lettera ha compiuto un atto di disturbo non inteso dai «firmatari», almeno da alcuni dei più autorevoli». Così padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede nel briefing sul Sinodo, riguardo alla lettera al Papa che critica i lavori del Sinodo, che un blog ha pubblicato lunedì. Non bisogna quindi «lasciarsi condizionare. Si possono fare osservazioni sulla metodologia del Sinodo - ha continuato padre Lombardi - che è nuova, non stupisce, ma una volta stabilita c'è l'impegno di tutti ad applicarla nel migliore dei modi». Lombardi ha aggiunto anche che , «almeno 4 padri sinodali, compresi nella lista dei firmatari, hanno smentito. Il cardinale Pell ha dichiarato che la lettera fatta avere al Papa era riservata e doveva rimanere riservata e che quanto pubblicato non corrispondeva né nel testo né nelle firme». Inoltre nella sostanza, ha ricordato, le difficoltà della lettera «erano state evocate lunedì sera» in aula e «come sappiamo il Papa e il segretario generale avevano risposto in maniera eloquente». Infine, Lomnardi ha sottolineato che il cardinale Wilfried Fox Napier «ha pregato espressamente di smentire la sua intervista» al settimanale statunitense Crux, il quale afferma che Napier avrebbe detto che «mette in questione il diritto di Papa Francesco a fare questa scelta» (la commissione di 10 padri sinodali per la relazione finale, ndr). «È esattamente il contrario. Napier mi ha chiesto di smentire e chiede - ha aggiunto padre Lombardi - di correggere affermando assolutamente il contrario: non mette in discussione il diritto di Papa Francesco a fare questa scelta».

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