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Intervista a Giosuè Naso

L’avvocato di Carminati «Il libro Suburra? Non influenzerà nulla»

«Ho chiesto scherzando a De Cataldo che un giorno dovrà pagarci i diritti d’autore. So che il personaggio Samurai dovrebbe rievocare la figura di Carminati. La scelta di Amendola però non mi sembra azzeccata. Amendola è immediato, un po’ grezzo, un po’ greve. Carminati è più raffinato, più meditato, più fine, anche fisicamente. Da ragazzo era molto bello. Nell’interpretarlo avrei visto bene un Kim Rossi Stuart. Amendola nelle interpretazioni che va a fare è sempre, un po’ becero. Non credo però che un filmetto come Suburra possa influenzare i giudici nel processo. Voglio sperare proprio che questo non accada. Siamo nelle mani di giudici professionali, di persone che si possano fare influenzare da un filmetto. Non ho alcuna preoccupazione di tal genere. In aula comunque riusciremo a far cadere l’accusa di mafia». Così Giosuè Bruno Naso, legale di Massimo Carminati, intervenuto su Radio Cusano Campus, ha commentato il libro «Suburra». Non solo. Fa anche il punto sul processo che inizierà il 5 novembre. «Questo rischia di essere un processo senza difesa per gli imputati...è grave anche negare la presenza fisica degli imputati in aula, negandogli un contatto diretto e immediato con i propri difensori. Questo significa che la difesa non potrà contare sull’apporto diretto del proprio assistito, che attua una difesa di natura sostanziale, perché nessuno più dell’imputato può sapere come stanno le cose...dal 30 maggio ci si è convocati per la prima udienza sei mesi dopo. Questo per una studiata strategia della procura che vuole esasperare la custodia cautelare degli imputati».

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