L’italiano rapito nelle Filippine sarebbe nelle mani dell’Isis e la richiesta di riscatto già inviata a chi di dovere. Mentre gli investigatori di Dipolog lavorano sulla vicenda che ha coinvolto Rolando Del Torchio, il 56enne sequestrato la settimana scorsa nel sud del paese, un account Twitter, legato agli jihadisti, pubblica la foto dell'ex missionario insieme a quella di altri quattro ostaggi, due canadesi, un norvegese e una donna del posto, sequestrati il 22 settembre scorso in un villaggio vacanze su un’isola che si trova sempre nel sud del Paese, l'Holiday Ocean View Samal Resort. Il messaggio a corredo delle immagini è breve (I soldati dell’Isis hanno iniziato le trattative con le famiglie dei rapiti. Consegnata la richiesta di riscatto) ed è stato postato sabato. L’intelligence non conferma di aver ricevuto una richiesta di riscatto e avverte: «Dopo le notizie di Al Jazeera il rischio è che l'Italia venga presa come un bancomat». Nei giorni scorsi, infatti, l’emittente araba e il quotidiano britannico The Guardian, anticipando il contenuto di un documentario proprio di Al Jazeera che dovrebbe andare in onda da oggi, hanno divulgato dei documenti segreti secondo cui l'Italia avrebbe pagato sia per il rilascio di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, rapite in Siria, sia Bruno Pellizzari e la moglie Debora Calitz, sequestrati il 26 ottobre 2010 mentre si trovavano a bordo dello yacht «Sy Choil» al largo della Tanzana, nell’Oceano Indiano. Nel caso di Pellizzari, inoltre, nella nota dei servizi segreti la liberazione degli ostaggi doveva essere presentata come il risultato di una brillante operazione delle forze di sicurezza somale. Per Del Torchio, invece, la vicenda è solo all'inizio. Il 7 ottobre scorso un commando armato è entrato nel ristorante di sua proprietà, la pizzeria «Ur Choice Cafè», a Dipolog City, prelevando l'uomo e caricandolo su un furgone. Sabato i media locali hanno riferito che sarebbe stato identificato uno dei rapitori. Si tratterebbe di un comandante del gruppo separatista «Fronte di liberazione islamico Moro» (Milf), Saher Muloc, noto anche come «comandante occhi rossi» leader del Gruppo Muloc e comandante della «forza di polizia provinciale» della 113esima base del Fronte di liberazione. Il generale Rustico Guerrero, comandante della forza di polizia militare di Mindanao Ovest, ha parlato della possibilità che Del Torchio sia stato passato dai suoi rapitori iniziali al gruppo di Abu Sayyaf e portato a Sulu. Entrambi i gruppi sono rappresentanti dell'estremismo islamico locale. In particolare Abu Sayyaf, inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche mondiali insieme a Jemaah Islamiyah e New People’s Army, nel luglio scorso ha giurato fedeltà all'Isis. Intanto ieri è stato liberato padre Jacque Mourad, il sacerdote siriano rapito a maggio nella provincia centrale di Homs, che fa parte della stessa comunità di padre Paolo Dall'Oglio. La notizia è stata data da una fonte cattolica che ha aggiunto: «Padre Mourad è libero. Attualmente è nel villaggio di Zaydal», a circa 5 chilometri dalla città di Homs. Proprio con padre Dall'Oglio, scomparso a Raqqa, in Siria, il 29 luglio 2013, padre Mourad è stato impegnato per anni nel promuovere il dialogo e l'avvicinamento spirituale tra Islam e cristianesimo.
Chiesto il riscatto anche per Del Torchio
Rapito nelle Filippine. La sua foto e un messaggio su un sito jihadista: "Trattative con le famiglie". Per i terroristi l’Italia ormai è un bancomat
