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"Una lista di 20 da colpire con l’acido"

Il presunto basista della coppia Levato-Boettcher rivela il numero degli obiettivi Ma Magnani davanti al video si proclama innocente: "Solo acqua nella bottiglia"

Venti nomi con indirizzi e abitudini di vita. Spunta un elenco con una ventina di altre persone da punire sfigurandole con l’acido. A parlare di una lista, su cui sarebbe riuscito a buttare un occhio prima di essere bruciata, insieme agli abiti, dopo l’aggressione a Pietro Barbini, è stato il presunto complice della coppia Alexander Boettcher-Martina Levato (nella foto) . Proprio lui, il 32enne bancario, Andrea Magnani, ha raccontato di «un’altra ventina» di obiettivi nel corso dell’interrogatorio a porte chiuse, facendo riferimento ad una lista che vide lo scorso dicembre. Il presunto basista dei fidanzati aveva già raccontato che i due ex amici avevano una lista di nomi e numeri di targhe, ma non aveva mai parlato fino a ieri del numero, una ventina di persone nel mirino, oltre a Pietro Barbini, e Giuliano Cartarelli. Secondo Magnani, inoltre, Alexander avrebbe gridato a Martina «lancia ancora» mentre la ragazza aggrediva Barbini. Magnani ha continuato a proclamarsi «innocente» nel processo col rito abbreviato a carico suo e di Martina Levato, ribadendo la versione dei fatti già illustrata quando è stato sentito nell’aula del processo a Boettcher. E il pm Marcello Musso non ha esitato a definirlo «non credibile». È questa la sintesi, oltre alla novità del particolare della lista, stando a quanto riferito dai legali, dell’udienza a porte chiuse al settimo piano del Tribunale di Milano dove ieri è ripreso il processo che vede imputati Martina Levato e Andrea Magnani (che hanno scelto il rito abbreviato, contrariamente al principale imputato Alexander Boettcher) accusati delle agressioni nei confronti di Stefano Savi, Antonio Margarito e Giuliano Carparelli. In aula era presente solo Magnani, mentre ha assistito all’udienza il giovane Savi, oggetto di uno scambio di persona. La Levato non era presente, ha spiegato uno dei suoi avvocati, Daniele Barelli, «perché ancora impegnata con l’allattamento "indiretto" del bimbo nato a ferragosto dalla sua relazione con Boettcher». «Verrà il 13 novembre - ha aggiunto il difensore - quando si farà interrogare e risponderà a tutte le domande». Di fronte ai fotogrammi del video in cui lo si vede correre con una bottiglia d’acqua in mano, Andrea Magnani ha spiegato al giudice e agli avvocati in aula che aveva in mano «una bottiglietta d’acqua» e non di acido. Il video mostrato è quello del 28 dicembre scorso quando Pietro Barbini venne sfigurato con l’acido in un agguato che, secondo la Procura, avrebbe avuto come protagonisti il trio Boettcher - Levato - Magnani. Quest’ultimo si è difeso sulla scia di una strategia processuale che lo vede ammettere «solo» una partecipazione «inconsapevole» alle aggressioni, e ha detto di essersi spaventato e di essersi messo a correre mentre la coppia colpiva il suo «obbiettivo». La sua versione è che Alex sarebbe stato il «regista» dell’aggressione al 22enne Pietro Barbini, «mentre io sapevo che dovevamo fargli uno scherzo goliardico e mi sono accorto di tutto solo quando Martina ha lanciato l’acido». Inoltre, il giovane bancario ha spiegato ancora, come già fatto il 23 settembre quando fu sentito come teste - imputato di procedimento connesso, che alla fine di ottobre 2014 «pedinammo Giuliano Carparelli pensando che fosse Stefano Savi seguendo la sua auto». Di qui il tragico scambio di persona che portò a sfigurare Savi invece del fotografo Carparelli, il vero obbiettivo.

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