MILANO Gaetano Elli, medico dell’ospedale Niguarda dove è stato ricoverato Stefano Savi - il giovane aggredito con l’acido il 2 novembre 2014 - è stato ascoltato ieri come testimone nel processo che vede imputato Alexander Boettcher. Il medico ha spiegato che oltre alle «lesioni a entrambi gli occhi» Savi ha subìto anche «l’indebolimento permanente del tatto». Rispondendo alle domande del pm di Milano Marcello Musso, Elli ha chiarito che l’acido ha provocato a Savi «l’indebolimento permanente sia dell’organo della vista che del tatto» e che il giovane ha subito la «deformazione e lo sfregio permanente del volto». Per quanto riguarda un occhio poi, Savi, «vede solo ombre». Tra i numerosi esponenti delle forze dell’ordine che hanno testimoniato martedì anche Luigi Schirinzi, coordinatore della squadra investigativa della Squadra Mobile che fin da subito ha condotto le indagini sull’aggressione a Savi. Aggressione che è rimasta un mistero fino a quando, dopo gli arresti di Boettcher e Martina Levato per il blitz ai danni di Pietro Barbini il 28 dicembre 2014, gli accertamenti hanno portato a ritenere la coppia responsabile anche dell’agguato precedente. L’ispettore Schirinzi ha chiarito che nei giorni successivi all’episodio Savi vennero analizzate «27mila utenze telefoniche» per riuscire a rintracciare chi era a bordo «di un’auto che venne ripresa dalle telecamere della zona, ma tutte le utenze analizzate non avevano effettuato traffico telefonico in quel momento e in quella zona».
Coppia dell’acido Il medico di Savi: «Danni alla vista»
MILANO Gaetano Elli, medico dell’ospedale Niguarda dove è stato ricoverato Stefano Savi - il giovane aggredito con l’acido il 2 novembre 2014 - è stato ascoltato ieri come testimone nel processo che...