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«Chi ha una tv considerato un criminale»

«Far pagare il canone Rai a chi paga una bolletta della luce è illegale senza una modifica, con legge ordinaria, del Regio decreto legge del 1938 che lo ha introdotto». È stato questo il commmento...

«Far pagare il canone Rai a chi paga una bolletta della luce è illegale senza una modifica, con legge ordinaria, del Regio decreto legge del 1938 che lo ha introdotto». È stato questo il commmento di Massimiliano Dona, segretario dell'Unione Nazionale Consumatori che ricorda come l’articolo uno del Regio Decreto Legge n. 246 del 21/2/1938 stabilisca che il canone deve essere pagato da «chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni», ossia dei programmi televisivi. «Non può essere introdotto il principio che deve pagare chi ha un contatore della luce con un emendamento messo nella legge di stabilità o nel Milleproroghe. Tanto più che viene invertito l'onere della prova, costringendo il consumatore a dover dimostrare la propria innocenza in un caso in cui è impossibile fornire documentazione adeguata a propria discolpa, come invece accade in altri esempi di evasione» ha proseguito. Difficile provare di non avere una tv, senza una perquisizione delle forze dell’ordine nell'appartamento. Non possiamo, però, trattare chi non ha una televisione alla stregua di un criminale. Viene meno il principio di presunzione di innocenza fissato dalla Costituzione. La prova dell'evasione deve restare a carico dello Stato» ha concluso Dona.

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