A pochi mesi dalla sua elezione a sindaco il plafond della carta di credito data in dotazione a Ignazio Marino dal Comune di Roma ha subito un brusco incremento. Per le spese di rappresentanza la soglia mensile dei pagamenti è così cresciuta dai 10 mila euro di luglio 2013 ai 50 mila euro di settembre 2013. Una possibilità, questa, legittima per il primo cittadino. Tuttavia ora alimenta nuovi dubbi, alla luce delle tante spese sostenute con i soldi dell’amministrazione comunale per cene e pranzi, corredate da giustificazioni spesso evasive, se non addirittura smentite dagli ospiti invitati. «Adesso capiamo perché il sindaco ha fatto aumentare il plafond della sua carta di credito - osserva in una nota, Fabrizio Ghera capogruppo in Campidoglio di Fdi-An - per pagare con i soldi dei contribuenti la cena di Santo Stefano dove sembrerebbe non fosse un evento di lavoro e né con la stampa, ma di famiglia». In realtà il proprietario del ristorante "Girarrosto" ha smentito di aver dichiarato che la sera del 26 dicembre 2013 Marino fosse a tavola con i suoi parenti. «Le piroette del sindaco su suoi viaggi sono ormai un carpiato verso l’epilogo - conclude Ghera - presenteremo un esposto sulla faccenda legata alle spese e al plafond della carta di credito utilizzata da Marino "giramondo"». Quando si tratta di fare i conti, l’efficienza chirurgica tanto sbandierata dal sindaco mostra più di una pecca. Giovedì scorso a "Piazzapulita", in onda su La7, Marino ha precisato di spendere una media di 773 euro mensili per le spese di rappresentanza. In realtà a questa cifra bisogna aggiungere le spese del suo Gabinetto, che nel 2014 sono arrivate a 128 mila euro (una media di circa 1.200 euro al mese). Tra le voci più curiose, ci sono i 150 euro per tre ombrelli da usare nelle cerimonie esterne del sindaco e i 2.200 euro per l’acquisto di 8 calici per ricorrenze e celebrazioni religiose. Per completare il calcolo, poi, bisogna aggiungere i mille euro medi mensili spesi per le missioni in Italia e all’estero. Insomma, la vita istituzionale di Marino costa ai romani circa 3 mila euro al mese, escluso ovviamente il suo stipendio da primo cittadino.
E il plafond della carta schizza da 10 a 50mila euro
Dopo solo tre mesi dall'elezione il primo cittadino si è fatto aumentare la propria disponibilità economica