Attualità

Liberati due italiani prigionieri in Guinea

Daniel e Fausto Candio finiti in carcere per il crac della General Work. Restano in Africa altri tre connazionali. Martedì a Roma la fiaccolata

Potrebbero arrivare in Italia già nelle prossime ore per riabbracciare parenti e amici dopo i mesi trascorsi nelle carceri della Guinea. Svolta nella vicenda dei cinque italiani bloccati nel paese africano dal 21 marzo scorso e sospettati di avere a che fare con i guai finanziari della General Work, l’azienda per cui lavoravano proprio in Guinea. Ieri è arrivata la notizia della liberazione di Daniel Candio, detenuto dal 24 giugno insieme a Filippo Galassi (al momento ancora in carcere). Al padre di Daniel, Fausto, è stato restituito il passaporto tolto lo stesso giorno dell'arresto del figlio. Una vicenda complicata e non ancora conclusa. Resta, infatti, la preoccupazione dei familiari di Fabio e Filippo Galassi, ancora detenuti e per un quinto italiano (che ha scelto di restare anonimo) privato del passaporto. Martedì sera in via della Conciliazione si svolgerà una fiaccolata per chiedere che venga fatta luce al più presto. Al momento i legali in Italia non hanno ancora ricevuto gli atti con le contestazioni formali mosse ai propri assistiti. La Farnesina sta seguendo da vicino il caso attraverso l’Ambasciata in Camerun con delega per la Guinea. Dopo il rilascio di Daniel e Fausto Candio, ritenuti evidentemente estranei alle vicende economiche della General Work, si attende di sapere anche l’esito delle indagini che riguardano Fabio, Filippo e l’altro dipendente. Intanto, il capogruppo della Lega Nord al Senato Gian Marco Centinaio sta preparando una mozione parlamentare sulla vicenda, da presentare nei prossimi giorni, nella quale impegna il governo a fare luce sull’accaduto. La vicenda è iniziata il 21 marzo scorso, quando Fabio e Filippo Galassi (padre e figlio entrambi dipendenti dell’azienda) vengono fermati dalla polizia guineana con l’accusa di tentare la fuga dal paese con le valigie cariche di soldi, forse quelli che sarebbero mancati dal bilancio dell’azienda. La perquisizione, però, ha dato esito negativo ma i due vengono comunque condotti in carcere. Il 25 marzo Filippo viene rilasciato, ma privato del passaporto, mentre il padre Fabio continua a restare in carcere. Il 24 giugno la situazione si complica ulteriormente. Mentre Fabio è in Tribunale, Filippo viene arrestato nuovamente insieme a Daniel, e al padre di quest'ultimo (Fausto) viene tolto il passaporto, così come ad un quinto dipendente della stessa azienda. Sullo sfondo di questa complicata situazione, inoltre, c'è l’ombra di un personaggio che compare anche nei guai con la giustizia guineana di un altro italiano detenuto per oltre due anni. È il caso di Roberto Berardi, l’imprenditore di Latina arrestato a gennaio 2013 e rilasciato a luglio scorso, quasi in concomitanza con i cinque fermi, per accuse analoghe. Le similitudini tra i due casi non finisco qui. In comune hanno anche Teodorìn Nguema Obiang Mangue, il figlio del presidente guineano, in affari con Berardi. Teodorìn, destinatario di un mandato di cattura internazionale emesso dalla Francia con l’accusa di riciclaggio di denaro e appropriazione indebita di soldi pubblici e processato in America per riciclaggio di proventi di attività corruttive, aveva una partecipazione anche nella General Work che da mesi non avrebbe garantito gli stipendi ai dipendenti per mancanza di fondi che sarebbero dovuti arrivare dal pagamento di alcune commesse da parte dello Stato.

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