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Incitamento al terrorismo. Carcere a vita per un quindicenne inglese

Francesca Mariani È stato condannato all'ergastolo. E ha solo quindici anni. Ma potrebbe tornare libero fra un lustro il teen-ager di Blackburn, nell’Inghilterra centrale, giudicato colpevole di...

È stato condannato all'ergastolo. E ha solo quindici anni. Ma potrebbe tornare libero fra un lustro il teen-ager di Blackburn, nell’Inghilterra centrale, giudicato colpevole di «incitamento al terrorismo» in relazione a un presunto complotto ispirato allo Stato islamico in Australia. Il ragazzo, di cui non è stato diffuso il nome per la giovane età, aveva 14 anni quando è stato arrestato dalla polizia e dovrà rimanere in carcere per almeno cinque anni o fino a quando non sarà più considerato un «pericolo». Secondo la Bbc, si tratta del più giovane britannico mai condannato per terrorismo. In base a quanto riferito dalla procura, il ragazzo ha inviato migliaia di messaggi online a Sevdet Besim, un 18enne australiano reclutato dall'Isis, per aiutarlo a pianificare un attentato da portare a termine durante la parata per l'Anzac Day a Melbourne, che si tiene il 25 aprile di ogni anno per onorare le truppe di Australia e Nuova Zelanda che hanno partecipato alla prima guerra mondiale me i loro caduti nella battaglia di Gallipoli. Fortunatamente, ha detto il giudice del tribunale della Corona di Manchester che ha condannato il quindicenne, le autorità inglesi hanno intercettato il suo telefono e avvertito i colleghi australiani, riuscendo così a sventare un «grande complotto terroristico che, se fosse andato a buon fine, sarebbe stato un massacro». Secondo quanto riportato dai media, l'attacco pianificato a Melbourne comprendeva la decapitazione di un agente di polizia e il successivo furto della sua pistola che doveva essere utilizzata per sparare agli altri. Ha poi definito «agghiacciante» pensare a come un quattordicenne abbia potuto diventare così tanto «radicalizzato» dall’ideologia integralista islamica. Nella sua cameretta, nella casa in cui viveva insieme alla madre, gli investigatori hanno trovato una scatola di legno con la scritta «Stato Islamico» e un telefono nascosto sotto il materasso con, all’interno, quelli che sono stati definiti «significativi contenuti estremisti». Il blitz antiterrorismo nella provincia di Melbourne aveva portato all’arresto di cinque ragazzi. Uno dei due diciottenni era Sevdet Besim, poi comparso in tribunale e incriminato per complotto. Un altro ragazzo è stato arrestato, in quella che è stata definita dalla polizia come la più grossa operazione di anti-terrorismo del Paese, con l’accusa di possesso di armi e gli altri due, di 18 e 19 anni, sono in stato di custodia cautelare. I ragazzi avrebbero frequentato lo stesso centro studi islamico di Abdul Numan Haider, un diciottenne ucciso dalla polizia a settembre dopo aver accoltellato due agenti, brandendo una bandiera del sedicente Califfato, fuori da una stazione di polizia ancora a Melbourne. Nel Giorno del veterano, in Australia, si svolgono molti eventi commemorativi per celebrare il centenario dello sbarco del Corpo d’armata di Australia e Nuova Zelanda a Gallipoli, in Turchia, durante le Prima guerra mondiale ed è in una delle cerimonie che i presunti aspiranti jihadisti volevano entrare in azione.

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