Ascoltare musica e utilizzare gli strumenti musicali è peccato, spiegava ai bambini durante la predicazione in moschea. Un personaggio oscuro, esponente salafita, che aveva legami con estremisti islamici e che non si era mai realmente integrato nel tessuto sociale italiano, nonostante vivesse nel nostro paese da anni grazie ad un permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di Udine. A Schio, in provincia di Vicenza, era il leader religioso della comunità musulmana, che affidava all'uomo anche le «anime» dei proprio figli, esponendoli ai rischi della predicazione e dell'indottrinamento. Alla fine, però, Sofiane Mezzerregres, trentasettenne algerino, è stato espulso dall'Italia per motivi di ordine pubblico, perché instillava l'odio verso l'Occidente ai bambini nelle moschee. Una vicenda paradossale quanto pericolosa, che ripropone il pericolo che si annida in alcuni luoghi di culto islamici. «In Italia si può pregare liberamente e noi sappiamo distinguere chi prega da chi spara. Nessuno, però, può predicare violenza e odio. Per questo, ho espulso l'imam di Schio», ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano.
Predicatore d’odio espulso
Ascoltare musica e utilizzare gli strumenti musicali è peccato, spiegava ai bambini durante la predicazione in moschea. Un personaggio oscuro, esponente salafita, che aveva legami con estremisti...