Chi è indifferente è complice della tragedia, i migranti non devono essere considerati e trattati in base alla loro «patente» di legalità e la stampa deve informare correttamente l’opinione pubblica per evitare che sul fenomeno si facciano strumentalizzazioni politiche. Sono i tre «consigli» del Papa nel messaggio lanciato ieri per la «Giornata mondiale del migrante e del rifugiato» che sarà celebrata il 17 gennaio. «L'indifferenza e il silenzio della comunità internazionale aprono la strada alla complicità, quando assistiamo come spettatori alle morti per soffocamento, stenti, violenze e naufragi - ha accusato Francesco - Di grandi o piccole dimensioni, sono sempre tragedie quando si perde anche una sola vita umana. I migranti sono nostri fratelli e sorelle, che cercano una vita migliore lontano dalla povertà, dalla fame, dallo sfruttamento e dall'ingiusta distribuzione delle risorse del pianeta, che equamente dovrebbero essere divise tra tutti. Non è forse desiderio di ciascuno quello di migliorare le proprie condizioni di vita e ottenere un onesto e legittimo benessere da condividere con i propri cari?», è la domanda, retorica, di Bergoglio. Per questo la «Chiesa affianca tutti coloro che si sforzano per difendere il diritto di ciascuno a vivere con dignità, anzitutto esercitando il diritto a non emigrare per contribuire allo sviluppo del Paese d'origine». Il Pontefice chiede anche che «l'opinione pubblica sia informata in modo corretto, anche per prevenire ingiustificate paure e speculazioni sulla pelle dei migranti». Il ruolo dei media è importantissimo: raccontare la verità sulle ragioni che spingono i poveri a partire e le difficoltà drammatiche che incontrano nei loro viaggi può favorire l'accoglienza e l'integrazione. Infine, alle parrocchie, «che vedono minacciata la loro tranquillità tradizionale», Bergoglio ricorda come la Bibbia esorti ad accogliere lo straniero, motivando questo invito con «la certezza che così facendo si aprono le porte a Dio e nel volto dell'altro si manifestano i tratti di Gesù Cristo».
«Il mondo indifferente alla tragedia dei migranti»
Chi è indifferente è complice della tragedia, i migranti non devono essere considerati e trattati in base alla loro «patente» di legalità e la stampa deve informare correttamente l’opinione pubblica...
